Non c’è stato giocatore nel Milan, ma anche nel mondo, che fosse più forte di lui in una capacità calcistica: il colpo di testa. Quando arrivò, nell’estate del 1998, insieme al suo mister Alberto Zaccheroni, aveva già mostrato grandissime cose con la maglia dell’Udinese, con cui aveva giocato per 3 stagioni. Addirittura nella stagione 1997/1998 segnò 27 gol, un record!  Più di Ronaldo. E trascinò l’Udinese ad uno storico terzo posto. Le aspettative nelle compagini milaniste erano altissime e, soprattutto alla prima stagione, non furono deluse. Alla prima giornata segnò già 2 gol, nel 3-0 al Bologna. A fine stagione i gol in campionato saranno 19 su 34 presenze. Quasi tutti di testa.

Fu il terminale offensivo del tridente Bierhoff-Weah-Leonardo, un tridente che trovava nelle differenze dei suoi componenti (che analizzeremo nel dettaglio in una prossima puntata di questa rubrica) la classica complementarità della macchina perfetta. Fu scudetto, il numero 16 e il più bello tra gli ultimi scudetti rossoneri, perchè frutto di una rimonsta storica sulla Lazio.

Oliver Bierhoff, che era già entrato nella storia il giorno della finale di Euro 1996, quandò segnò pareggio e golden gol alla Repubblica Ceca, ragalando il titolo continentale alla sua Germania, pose la sua firma in ogni fondamentale successo di quella stagione. Decide da solo Milan – Piacenza 1-0, segna una doppietta nella goleada di Udine (5-1 contro la sua ex squadra), sigla una tripletta nel 4-0 all’Empoli che vale il sorpasso a 90 minuti dal termine. Poi Milan – Perugia è storia nota: segna Guly, Bierhoff raddoppia, ovviamente di testa, e Nakata accorcia le distanze su rigore. Come dire, il gol scudetto è del biondo tedesco.

La stagione successiva arriverà Andriy Shevchenko: Oliver non sarà più il terminale più avanzato, il punto di riferimento dell’attacco e dei cross. Le reti saranno 14 totali, mentre nella stagione 2000/2001 il conto, tra campionato e coppe, si fermerà a 9 (ma col colpo di testa al Camp Nou al Barcellona che vale il 2-0 e mezza stagione).

Nel 2001 va al Monaco, segna 4 reti e poi torna in Italia dove gioca la sua ultima stagione prima del ritiro. Veste la maglia del Chievo, fa 7 gol, di cui 3 alla Juventus. Il Chievo si classifica 7° sfiorando la qualificazione alla Coppa Uefa. 

Ma Bierhoff ha usato la testa non solo per segnare tantissimo. E’ infatti laureato in economia e oggi ricopre il ruolo di manager della nazionale tedesca. E’ il braccio destro dell’allenatore Joachim Loew. 

Per gli amanti delle statistiche, due dati non marginali: Oliver Bierhoff in Italia ha segnato 149 reti in 320 partite, tra serie A e B, dove giocò con la maglia dell’Ascoli. E’ l’unico calciatore straniero ad aver vinto il titolo di capocannoniere sia in Serie A che in Serie B.   

Tags: