2001, derby leggendario: Inter-Milan 0-6

La giornata scorre lenta, lo so, l’avevo già capito appena ho aperto gli occhi, sarà una lunga marcia. E’ mattina e devo andare a in università a studiare… Studiare sì, e chi ci riesce! Nella mia testa il pensiero è solo uno e vorrei che le sera arrivasse subito e mai, perchè quella sensazione di curiosità e paura non ti fa capire ciò che veramente desideri di più. Va bene, non posso passare tutta la giornata così perchè altrimenti divento pazzo, così mi butto sui libri, ma ad ogni pausa, tutti quelli che incontro mi ricordano cosa ci sarà stasera. Impossibile ignorarlo, è il Derby!

Ok, non sarà uno di quelli memorabili, sia noi che l’Inter navighiamo in acque poco bellicose e i traguardi importanti sono lontani e forse è anche per questo che ho trovato facilmente tre biglietti terzo anello blu, un pò in curva perchè lì si vede meglio. Ho deciso di andarci quasi all’ultimo momento, giocano in casa loro, e ho pensato di portare con me mio papà e un mio amico interista, siamo amici da una vita e il nostro legame è a prova di Derby. Arriva in fretta il tardo pomeriggio e dentro di me alberga quella speranza che si fa sempre più grande di vedere il Milan vincere, perchè nelle stracittadine conta solo quello, non esistono i conti da retro di piccola bottega, il cuore vuole tutto e subito.

Tornando a casa per prendere sciarpa e cuscinetto d’ordinanza penso che Kaladze a centrocampo è un pò un’azzardo e certo Giunti non lo aiuterà molto, ma con Sheva là davanti si può fare di tutto, in forndo loro non sono una fortezza inespugnabile. Mi incontro con mio padre, arriva anche il mio amico e quando iniziamo a dirigerci verso lo stadio sento come un’aria particolare, forse è vento da Derby, o forse…è qualcosa di più. Entro allo stadio, mi “arrampico” su fino al culmine di san Siro ed arrivo al mio posto, scoprendo di aver scelto posti appena sopra un inter club e penso, tra me e me, che è un pessimo inizio. Mio padre subito mi sussurra “Se segnamo stai tranquillo prima che questi si incavolano“, anche se per la verità non ha detto proprio incavolano…

Io dico di sì, ma posso già dirvi che non manterrò fede alla mia promessa, era una promessa da Derby dove le emozioni fanno a cazzotti con la ragione ancor più del solito. In pochi minuti scivolano via formazioni e coreografie: la nostra non la vedo, ma quando riguarderò le immagini la battezzerò come premonitrice come nemmeno il più ispirato dei Nostradamus avrebbe saputo fare; il Diavolo rossonero stritola il biscione, e sarà così!

Pronti via le squadre si studiano, nessuna prende il sopravvento, ma dopo 5 minuti, un uomo esce dall’ombra in cui tornerà da lì a 90 minuti e ci regala la prima gioia; Gianni Comandini da Cesena insacca e io mi scateno rompendo a tempo di record la promessa con mio padre, ma chissenefrega!!! 1-0 e si riparte, loro sembrano in confusione e a noi riesce tutto, ancora adesso che ne scrivo mi viene la pelle d’oca nel ricordare quei momenti: il leggero venticello che a volte fa capolino dentro san Siro sembrava un dolce libeccio e schiacciare l’inter nella sua area sembrava la cosa più bella del mondo, e forse lo era.

Comandini continua nella sua serata magica e raddoppia, Sheva timbra come sempre e già al terzo gol l’inter club davanti a me alza le tende e se ne va come del resto fa più della metà di stadio nerazzurra. Era già vittoria, ma adesso il popolo era tutto rossonero e aveva voglia di un’impresa! Giunti fa il quarto e io inizio a pensare che questo biglietto, preso quasi per caso, finirà in una cornice come reperto storico, come del resto questa serata la racconterò ai miei figli e ai miei nipoti dicendo la frase “io quella sera c’ero ragazzi”.

Poi Shevchenko e Serginho mi regalarono il Paradiso, correvo in quello spicchio di stadio come posseduto da una gioia irrefrenabile, mi sentivo quasi svuotato di energie ma pieno di una gioia indescrivibile. Tre fischi, uno dopo l’altro, sanciscono la fine di un’evento storico, fantastico, unico! Lasciare lo stadio è stato difficile, sarei voluto restarci per ore, forse giorni, quasi a non voler mollare quegli attimi pazzeschi che avrei voluto eterno.

11, 5 2001, 6, 0, qusti non sono numeri da giocare al lotto, questi sono numeri di una serata da Milan!

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