1 Agosto 1926, la nascita di una fede- 2°parte

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Dopo quegli anni di successi e vittorie, il Napoli inizia ilsuo declino dagli anni novanta fino al fallimento del 2004.

Il Napoli che si presenta ai nastri di partenza nella stagione ’90-91, è una formazione che subisce qualche ritocco, ma l’ossatura della squadra campione d’ Italia resta la stessa.
Si comincia con la roboante vittoria in Supercoppa Italiana per 5 a 1 contro la Juventus, anche se l’inizio in campionato fu disastroso con un punto nelle prime tre partite. In Coppa Campioni si parte bene, Ma Il Napoli viene eliminato dallo Spartak Mosca, e le cose si mettono male anche in campionato, il 10 novembre, il Napoli perde 2-1 a Milano con l’Inter ritrovandosi a 8 punti ed in piena zona retrocessione. Con qualche vittoria si rimette in sesto.  Maradona gioca la sua ultima partita al San Paolo contro il Bari e  poche settimane dopo viene squalificato per doping, si chiudono nel peggiore dei modi pagine fantastiche della storia azzurra, con un misero ottavo posto.

Nella stagione successiva, ’91-92 la dirigenza partenopea decide di rifondare la squadra.Viene ingaggiato come allenatore l’emergente Claudio Ranieri ed acquistato dal Montpellier il libero Blanc, che segnerà sei reti. Il nuovo tecnico riesce a dare un’ identità alla squadra. Il girone di andata è ricco di soddisfazioni. Il Napoli è secondo con la Juventus, dietro il Milan. Gli azzurri crollano nel finale chiudendo terzi.  All’ inizio della stagione ’93-’94 il presidente Ferlaino cede il pacchetto azionario ad Ellenio Gallo, la squadra perde uomini importanti come   Careca e Zola, ma vennero acquistati Taglialatela, Bia, Fonseca, Policano e Di Canio e riconfermati  Ferrara e Cannavaro, gli azzurri allenati da Marcello Lippi non riescono a qualificarsi in Champions League, conquistando un buon sesto posto valevole l’ingresso in Coppa Uefa.

Lippi, a fine stagione  lascia il Vesuvio tra le polemiche, per approdare alla Juventus portandosi in dote Ciro Ferrara, bandiera nonché capitano del Napoli. Fonseca va alla Roma. Arriva sulla panchina del Napoli, Vincenzo Guerini che porta da Ancona l’attaccante Agostini, Benny Carbone dal Torino, il brasiliano Andrè Cruz ed il francese Alain Boghossian. Il Napoli comincia male. Guerini viene esonerato dopo un 5-1 subito in trasferta contro la Lazio.  Arriva Boskov che con il suo entusiasmo porta i partenopei a ridosso della coppa Uefa che sfuggirà per un niente.  La stagione ’95-96 comincia subito con una svolta societaria. Al timone del club azzurro ritorna Corrado Ferlaino. Vengono ceduti, per esigenze di bilancio, Cannavaro e Carbone. Arrivano Pizzi, Baldini, Colonnese e Arturo Di Napoli. Boskov, sarà affiancato da Aldo Sensibile. Il Napoli comincia benissimo , prima di  un lento declino verso le ultime posizioni. La retrocessione sarà sventata da Arturo Di Napoli che segnerà un importantissimo rigore contro la Sampdoria alla trentaduesima giornata. Boskov dice addio.

Il Napoli, che si avvale dell’ esperienza di Ottavio Bianchi come consulente tecnico, che chiama sulla panchina azzurra il tecnico Gigi Simoni. Corrado Ferlaino, non più presidente, è maggior azionista. Giammarco Innocenti sarà nominato amministratore delegato. Dal mercato arrivano Caccia, Aglietti, Milanese, Turrini ed l’estroso brasiliano Joubert Beto. La squadra azzurra gioca uno splendido girone d’andata.  Alla pausa natalizia è secondo dietro la Juventus ed a braccetto con il Vicenza, ma al girone di ritorno entra in crisi,  Simoni viene esonerato, ed  al suo posto viene chiamato Montefusco. La squadra gioca alla grande in Coppa Italia arrivando in finale, persa contro il Vicenza. All’andata il Napoli vince al San Paolo per 1-0 con gol di Pecchia. A Vicenza però perde 3-0. Caccia sull’1-0 coglie un palo a pochi attimi dal termine. La stagione finisce con un anonima dodicesima posizione.

L’anno successivo, 1997-98 si retrocede in B con quattordici punti due vittorie otto pareggi ventiquattro sconfitte. Ferlaino ingaggia quattro allenatori e tre direttori tecnici nella stessa stagione. La squadra non riuscirà mai ad inserirsi realmente tra le compagini che lottano per la promozione.  A gennaio arrivano due giocatori che da subito si rivelano importanti per la causa azzurra. Sono Stefan Schwoch e Magoni, ma neanche con i loro innesti si riuscirà a lottare per la A.  La stagione seguente vede Ferlaino licenziare Juliano come general manager e sostituire  Ulivieri con Novellino. La squadra viene rinforzata a dovere con gli acquisti di Stellone, Oddo, Lucenti e Matuzalem. Un rendimento costante in casa e la preziosa vittoria in casa della Sampdoria, il 22 aprile con reti di Asta e Schwoch, permettono agli azzurri di risalire in A.  Nel 2000 subentra in società Giorgio Corbelli,che acquista il50% del pacchetto azionario. In campionato la squadra stenta a decollare, sotto la guida di Zeman, che venne sostituito dopo sei giornate. Al suo possto viene chiamato Emiliano Mondonico, ma nonostante il cambio in panchina e l’arrivo del brasiliano Edmundo, gli azzurri non riescono ad evitare la seconda retrocessione in tre anni.  Dopo due anni in anonimato in cadetteria, arriva la stagione 2003-2004 ed il fallimento della S.S.C. Napoli.

Estate   2004, la città di Napoli era sotto shock per via del fallimento del club. Aurelio De Laurentiis, imprenditore cinematografico, acquistò il titolo sportivo della S.S.C. Napoli dal tribunale fallimentare di Napoli ed iscrisse la squadra, con la denominazione ‘Napoli Soccer’, al campionato di serie C1. Il Patron azzurro, alla sua prima esperienza nel mondo del calcio,  affidò la gestione all’esperto direttore generale Pierpaolo Marino, al quale è affidato l’ arduo compito di mettere insieme una rosa competitiva in poco tempo, la squadra che venne affidata a Giampiero Ventura.  Il primo acquisto fatto dal dg avellinese è Roberto Carlos Sosa, che si aggrega al capitano Francesco Montervino e Cataldo Montesanto, ma la società partenopea non ha dove allenarsi, non ha nè palloni nè casacche, non ha niente. È il  massaggiatore Carmando a cercare qualche pallone e qualche maglia per far allenare la nuova squadra. La nuova avventura parte con l’entusiasmo di sempre, Stadio San Paolo, partita si serie C, e il pubblico partenopeo risponde alla grande con 40.000 gli spettatori. Tuttavia la squadra allestita non da garanzie, così nel mercato di gennaio e con l’ esonero di Ventura, sostituito da Eddy Reja, il direttore generale Marino mette a segno colpi importantissimi come: Emanuele Calaiò e Gianluca Grava  e tanti altri. La squadra ne risente in bene e riesce ad agguantare i play off, nonostante il grande sforzo fatto, gli azzurri perderanno la finale contro l’Avellino, rimanendo un altro anno in serie C. L’anno successivo grazie ad un’altra campagna acquisti, con giocatori di livello superiore a quello della C, tra questi: Gennaro Iezzo, e Mariano Bogliacino; riesce a raggiungere la promozione in serie B. Una volta promossi, il presidente Aurelio De Laurentiis, riesce ad acquisire la vecchia denominazione di Società Sportiva Calcio Napoli.


 

Il campionato da affrontare è difficilissimo, una serie B anomala, nata dallo “scandalo calciopoli”, in cui c’è la Juventus ed il Genoa. Il Napoli venne rinforzato con un’ ottima campagna acquisti,con i vari Paolo Cannavaro, Maurizio Domizzi su tutti e la riconferma degli “eroi” della promocione dalla serie C1. Mentre la Juventus dei nazionali Delpiero, Buffon e Camoranesi fa un campionato a se, gli azzurri iniziano la corsa verso la serie A ragiunta il 10 giugno 2007, in una giornata indimenticabile a Marassi, dove i “cugini” Genoa e Napoli festeggiano insieme la promozione nella massima serie. Una promozione esaltante che riporta in città l’entusiasmo dei tempi d’oro. La squadra è accolta da un mare di tifosi che si riversa in strada come a rievocare i fasti del Napoli vincente di fine anni ottanta.

Il ritorno in Serie A: Il Napoli punta a creare un mix di esperienza e gioventù con gli acquisti dei promettenti Ezequiel Lavezzi, Marek Hamsik e Walter Gargano e calciatori di espsrienza come Contini, Zalayeta e Blasi. La stagione inizia col botto, alla seconda giornata gli azzurri di mister Reja affondano l’Udinese con un sonoro 5 a 0 con un  Pocho Lavezzi indemoniato, che fa ammattire i difensori friulani e di lì a poco quelli di tutta la serie A. Nella itifosi del Napoli scoprono il talento di Marek Hamsik, che piega la Sampdoria con uno splendido goal, mentre Gargano diventa il motorino instancabile del centrocampo azzurro. Il Napoli chiude una stagione piena di soddisfazioni con un buon ottavo posto, conquistando l’accesso alla coppa Intertoto. Dal mercato estativo arrivano, tra gli altri, l’esterno della Sampdoria Christian Maggio e l’argentino Denis. Il Napoli supera senza problemi l’Intertoto accedendo ai preliminari di Europa League.  Dopo solo 4 anni dalla rifondazione, i tifosi possono rivedere il Napoli  in Europa. Ma la fortuna non assiste i partenopei che ritrovanocome prima avversaria  il Benfica. Gli azzurri persero 2 a 0 in Portogallo, e vinsero 3 a 2 al San Paolo,venendo eliminati per la regola del gol in trasferta. La partenza in campionato è incoraggiante, ma il girone di ritorno è totalmente anonimo, a pagarne le conseguenze è il tecnico Reja, al suo posto arriva l’ex CT della Nazionale Roberto Donadoni.

Il resto è storia recente: la stagione seguente, è caratterizzata da un massiccio mercato estivo, circa 50 milioni di euro investiti da De Laurentiis, arrivano: Cigarini, Zuniga, Campagnaro, De Sanctis, il napoletano Quagliarella e il giovane austriaco Hoffer. L‘inizio di campionato è pessimo, il Napoli si trova nelle zone bassissime della classifica, così il presidente decide di fare una rivoluzione: via Marino e Donadoni. Per la panchina è scelto Walter Mazzarri, mentre il ruolo di direttore sportivo è affidato al giovane Riccardo Bigon, in seguito, è designato anche il nuovo direttore generale: Marco Fassone. La nuova struttura societaria e tecnica giovano alla squadra, soprattutto è il tecnico di San Vincenzo a plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza e rivitalizzando giocatori che non avevano mai fatto bene a Napoli. Con una serie di vittorie allo scadere e partite sofferte, il Napoli raggiunge il sesto posto e la conseguente qualificazione ai preliminari di Europa League.

La stagione attuale è scolpita nelle nostre menti e nei nostri cuori. L’arrivo di Edinson Cavani in luogo di Quagliarella ha dato quel salto in più alla squadra, il Napoli ha trovato, quello che cercava da anni, il Bomber. Per lunghi tratti  tutti i tifosi hanno sognato da vicino lo scudetto, la stagione degli uomini di Mazzarri è stata per tutti i napoletani davvero esaltante, intensa, eccitante. E infine il sogno che diventa realtà,  15 Maggio 2011, al San Paolo va di scena Napoli-Inter, ai milanesi già qualificati basta ilpareggio per confermarsi secondi, ed al Napoli  per presentarsi in Champions League dalla porta principale.  La partita termina col punteggio di 1 a 1, ad Eto’o risponde , Juan Camilo Zuniga ed Il Napoli raggiunge dopo 21 anni l’Europa che conta, la Champions League.  Il mercato attuale, ancora da terminare, ha già regalato colpi di mercato da Inler a Dzemaili, passando per Fernandez e Donadel, per affrontare la prossima stagione.

Dopo aver ripercorso la storia azzurra, tra periodi splendenti ed altri bui come la mezzanotte, possiamo solo lasciarci con un’ ultima considerazione ed un augurio. Il Napoli è risorto dalle sue ceneri, come la leggendaria Fenice, ritornando li dove merita e proprio come la Fenice una volta risorta è rinato più forte. Ecco è questo l’augurio da fare al Napoli, continuiamo così, ora che siamo rinati e ritorneremo ad essere vincenti!

Auguri Napoli!

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