JUVE-ZENIT, INTRECCI E DISPETTI

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Il valzer del mercato bianconero non conosce soste, i nomi si alternano, rincorrono, stimolando la fantasia e il gradimento dei tifosi. L’ultimo intreccio vede infittirsi i contatti della dirigenza juventina con una società che l’Italia calcistica la conosce piuttosto bene, quello Zenit S.Pietroburgo che da due stagioni viene guidato con successo dallo stratega di Toscana Luciano Spalletti, e che annovera tra le sue fila non solo Alessandro Rosina, ma anche un elemento che nelle giovanili della Vecchia Signora ha mosso i primi passi per poi sfondare nel grande calcio, ossia Domenico Criscito.

Il gioco delle parti tra le due società ha di recente dato il via ad una sorta di “mercato nel mercato”, ma approfondiamo. Gli ultimi “rumours” parlavano di un interessamento del club del presidente Dyukov per il centrale bianconero Bonucci, ma il niet di Beppe Marotta con lo staff tecnico compatto, ha raffreddato in tempi abbastanza brevi questa pista. I campioni di Russia in carica hanno quindi progettato un diverso sgarbo, puntando decisi su uno dei principali obiettivi per rinforzare la difesa di Conte. Il brasiliano del Chelsea Alex, accostato negli ultimi tempi in più occasioni alla Juve, sembra invece destinato ad accasarsi nel gruppo di Spalletti, operazione favorita dalla liquidità che lo Zenit intenderebbe versare nelle casse di Abramovich, a dispetto di una richiesta di prestito sul fronte bianconero non gradita dal magnate russo. A questo punto scatta la potenziale contromossa di Beppe Marotta. Avanzate la proposta per Bonucci che noi presto rifiutiamo e per tutta risposta voi ci soffiate Alex? Allora noi vi chiediamo Bruno Alves. Sembra un romanzo, ma se esistesse un lieto fine, allora Antonio Conte potrebbe vedere sistemata la difesa. Con l’arrivo in Russia di Alex e il conseguente sovraffollamento nel pacchetto arretrato (Criscito, Fernando Meira, l’ex Udinese Lukovic, Lombaerts, Anyukov solo per citare i centrali puri o potenziali), liberarsi del quasi 30enne difensore portoghese potrebbe divenire a quel punto una necessità, e per la Juve una grande occasione. Fisico da granatiere, carattere e sguardo da duro, ruvido sul diretto avversario, l’ex centrale del Porto sembrerebbe il giusto rivale di Diego Lugano per completare il muro bianconero. L’operazione non è delle più agevoli (il cartellino è valutato 13 milioni), ma se il tesoretto effettivamente c’è, con la possibilità peraltro di rimpolparlo con qualche cessione, varrebbe a questo punto la pena di investirlo su un elemento di fama internazionale. Col Porto è cresciuto e nel suo Paese ha vinto tutto, nello Zenit in una stagione e mezzo ha conquistato campionato e supercoppa di Russia. La Juve ha l’obiettivo e l’obbligo di tornare grande in Italia, inutile aggiungere che l’ideale per la difesa sarebbe un esperto in trionfi nazionali come lui. Ti aspettiamo Bruno, non c’è due senza tre…


 

Emilio Ripari

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