Paolo Bergamo, Calciopoli? No Falsopoli

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Ieri sera a Cecina,  cittadina in provincia di Livorno, si è svolta una serata sul tema “Un calcio che cambia in una società che cambia” con ospite l’ex designatore arbitrale Paolo Bergamo.

I CAMBIAMENTI NEL CALCIO: Già delle prime domande si poteva intuire che il dibattito sarebbe stato ampio, e che probabilmente l’ora dedicata non sarebbe stata sufficiente. Bergamo comunque colpisce subito un punto centrale parlando dei giocatori: “Nel calcio attuale contano più i muscoli che la tecnica. Alcuni anni fa, se avevi tecnica, ma eri poco forte, o non eri molto veloce, non importava, perchè qualsiasi allenatore ti avrebbe dato l’opportunità di giocare“.

IL PROBLEMA TELEVISIONI: Elencando le problematiche, Bergamo arriva a parlare delle televisioni private: “Un altro problema fondamentale è quello legato alle televisioni,  ormai queste controllano il mondo del calcio. Basti pensare al calendario; non molti anni fa tutte le partite erano giocate la domenica, adesso tutti i giorni si gioca a calcio proprio per dare ascolti alle televisioni che investono in questo prodotto“.

I PROBLEMI DEL SETTORE ARBITRALE: Tra le varie problematiche che investono il mondo del calcio, Bergamo non si è lasciato scappare una critica anche al mondo arbitrale, da lui tanto amato e conosciuto: ” Il problema principale del mondo arbitrale è la mancanza di vocazione, la maggioranza dei giovani che aspirano a diventare arbitri, sono persone esterne al mondo del calcio, che si iscrivono come alternativa a risultati deludenti in altri sport, e se già la base non è buona, anche ai vertici possiamo avere dei problemi“. Bergamo suggerisce anche una possibilità per migliorare il mondo arbitrale: ” Io andrei a prendere i giocatori che stanno finendo la carriera in serie C, oppure quelli che non si sono ripresi da un brutto infortunio. Questi già conoscono l’ambiente arbitrale e del calcio, in più possono essere maggiormente rispettati dai giocatori in campo. Ma questa mia idea all’ AIA non piace“.


CALCIOPOLI: Alla fine dell’intervista, Bergamo ha risposto anche a domande su calciopoli, e sul suo processo penale: “ Nel 2006 avevamo, io e Pairetto, aperto una rubrica sulla Gazzetta dello Sport, nella quale il Lunedì mattina parlavamo degli errori degli arbitri. L’idea non si è rilevata però eccellente, infatti invece di diminuire, le critiche aumentavano. Avevamo anche un telefono fornito dalla Lega, che ci serviva per colloquiare con tutti, dai dirigenti agli arbitri. Io in quegli anni ho parlato con tutti i dirigenti, in maniera completamente legale perchè autorizzati dalla Lega. Io adesso ho un processo penale a Napoli per colpa di queste telefonate, ma io ho la coscienza pulita, so che non ho mai preso un’euro da nessuno, in più non esiste nessuna telefonata in cui io chiedo ad un’arbitro di trattare con favore una squadra. Io avevo le mie idee, che nel corso di 6 anni ho portato in Italia, sono riuscito a far avere due arbitri per la Coppa del Mondo, cosa che nessun altro paese aveva, Collina era considerato il miglior arbitro in circolazione, ma si vede che, a qualcuno, non voleva uscire dagli schemi classici. Io a suo tempo dissi che calciopoli doveva essere chiamata falsopoli, questa è stata creata da due società (non afferma però il nome), che non volevano troppi cambiamenti. Io ho un processo come altri perchè chiamavo, ma addirittura per le partite di Champions League i dirigenti vanno a cena con designatori e arbitri prima delle partite, la scelta arbitrale è una scelta politica che deve accontentare entrambe le società. Calciopoli è nata per contrastare il potere di Juventus e Milan che vincevano tutto, semplicemente perchè più forti, le altre società hanno trovato in calciopoli una scusante per la loro cattiva gestione“.

Ancora carne a fuoco per il processo di Napoli, Bergamo è stato molto chiaro, se queste cose fossero state dette in televisione o su un giornale nazionale, la notizia circolerebbe per mesi.

Tommaso Di Vincenzo

 

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