Lavagna tattica: l'Udinese di Guidolin

Lavagna tattica: l’Udinese di Guidolin


In occasione della quarta giornata di Campionato, il Milan ospiterà l’Udinese. L’imperativo è vincere. Dopo avere perso cinque punti in due giornate, i ragazzi non possono permettersi ulteriori passi falsi. I friulani sono reduci da tre vittorie consecutive, ma va ricordato e reso presente che, una volta persi Inler e Sanchez, in tutti gli incontri disputati, preliminari di Champions inclusi, i nostri avversari hanno dimostrato limiti non trascurabili. La squadra è pressoché nuova e Guidolin, per trovare il definitivo collaudo, dovrà fare i salti mortali.

L’ esperto allenatore di Castelfranco Veneto schiera la squadra con un intelligente 3-5-2, che pone l’accento sul lavoro dei centrocampisti. In avanti, spazio all’estro di Di Natale e Torje. Ma questi ultimi, sebbene presentino un tasso tecnico non indifferente e siano rapidi negli spazi stretti, non annoverano la forza fisica nel loro repertorio. I nostri centrali difensivi, salvo spiacevoli sorprese dovute ad un’approssimativa condizione fisica, dovrebbero quindi avere vita abbastanza facile. I punti deboli dei nostri avversari sono gli esterni di centrocampo e la difesa. E noi dovremo approfittarne.

Se, nel cuore del campo, Isla, Asamoah e Pinzi sono efficaci incontristi, in grado anche di inserirsi e dotati di buon tiro da fuori, stesso discorso non va fatto per gli esterni. Basta e Armero, maggiori indiziati a coprire le fasce, spingono molto, ma peccano in concretezza e presentano gravi lacune nella fase difensiva. Non tornando i laterali, i tre centrali di centrocampo, per limitare i danni, sono costretti a faticare il doppio. Capitolo difensori: Benatia ha dimostrato di essere un centrale affidabile, mentre Danilo e Domizzi non sono altro che incognite. Il primo promette bene, ma non è nuovo ad ingenuità di tipo tecnico tattico; il secondo, oltre a presentare problemi inerenti al posizionamento difensivo, pecca in velocità. Ergo, Danilo e Domizzi soffrono parecchio gli uno contro uno. Se Pato e Cassano fossero in discrete condizioni, il gol arriverebbe tranquillamente. Gli inserimenti di Aquilani farebbero il resto.

Peccato che Guidolin, consapevole del relativo valore complessivo del trio arretrato, punti tutto sui cinque di centrocampo. I nostri due terzini non dovrebbero avere problemi a neutralizzare i diretti concorrenti, che abbaieranno ma non morderanno, mentre Seedorf, oltre ad impostare, dovrà dare equilibrio in mezzo al campo e aiutare gli incontristi. Nocerino e Van Bommel, a meno che non si voglia rischiare Thiago Silva a centrocampo, saranno come sempre chiamati ad interdire il più possibile, a vincere la battaglia in mezzo al campo, impedendo di fatto ai tre interni friulani di inserirsi e di imbeccare le punte.

Fare girare il pallone e aspettare un errore tattico degli avversari potrebbe essere l’arma vincente. Fare tremare Handanovic e i suoi protettori sarà infine compito di Pato, Cassano e Aquilani. Sperando che i primi due non tradiscano ancora…




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