Centrocampo sotto accusa

Centrocampo sotto accusa


Incerottato e fuori forma. Vecchio e male assortito. Queste sono solo alcune delle critiche che sono piovute addosso al centrocampo rossonero durante questo primo scorcio di stagione. Non sono bastati gli innesti di Aquilani e Nocerino per placare “le vedove” di Pirlo, non è bastato nemmeno avere fin da subito nel motore Van Bommel ed Emanuelson. Il centrocampo fatica a fare filtro tra difesa e attacco non riuscendo a dare man forte a nessuno dei due reparti.

Per fotografare meglio la situazione della mediana rossonera analizziamo lo stato di forma di ogni singolo giocatore. Partendo in rigoroso ordine alfabetico abbiamo Massimo Ambrosini, il capitano rossonero, reduce da un infortunio alla spalla, ha giocato una manciata di minuti contro la Juventus, giusto il tempo di vedere la squadra passare da un miracoloso 0-0 ad un umiliante 2-0. Il tanto celebrato Mister x, colui che si è poi rivelato essere Alberto Aquilani, ha visto la gara di Torino dalla panchina, come del resto anche quasi tutta la partita con il Viktoria. “Non è al 100%” si giustifica Allegri, in realtà per quello che si è visto fin ora sembra essere uno dei più in forma.

Viene poi la lettera “b”, come Boateng. Anche lui al rientro dopo 20 giorni di infortunio, ha regalato più dolori che gioie ai tifosi milanisti. Inconsistente, a volte persino contro producente, la sua prestazione, condita per altro dall’espulsione, è stata forse la più negativa da quando è arrivato a Milano. Cambiamo lettera ma la situazione non migliora, anzi. Emanuelson, il terzino/ala che per necessità si improvvisa trequartista non convince praticamente nessuno.

Ci sono poi Flamini alle prese con un infortunio al ginocchio che lo terrà lontano dal campo ancora per diverso tempo, e Gattuso, uscito contro la Lazio per un misterioso problema al nervo ottico e mai più rientrato. In un momento di affanno generale la loro corsa servirebbe come il pane. Chi corre, tanto, forse troppo e a volte un po’ male è invece Antonio Nocerino. L’ex Palermo, arrivato l’ultimo giorno di mercato, gioca praticamente sempre e purtroppo per noi con i soliti risultati poco entusiasmanti.

Finiamo con i due grandi vecchi del gruppo: Seedorf e Van Bommel. Chiedere a due over 30 di riuscire a far sempre la differenza è davvero poco credibile per una squadra del prestigio del Milan. Spesso Clarence, come contro il Cesena, ha salvato la sua squadra ma è anche vero che giocando da ala sinistra Allegri gli chiede molto più movimento di quello che è in grado di consentire. Discorso analogo per Van Bommel, diga ormai non del tutto insuperabile ma comunque preziosa per la difesa. Insomma, in questa settimana di stop, dalle parti di Milanello dovranno inventarsi qualcosa per aggiungere consistenza ad un centrocampo poco funzionale che si porta “sul groppo” una media età elevata e tanti dubbi.

 

 

 

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