DueMilan, i gol più belli #3

DueMilan, i gol più belli #3


Eccoci giunti al terzo ed ultimo appuntamento con DueMilan, i “magnifici quindici”, le più belle ed indimenticabili emozioni rossonere nell’anniversario del gol numero duemila segnato da un giocatore del Milan, nei venticinque anni di epopea berlusconiana. In questa puntata prenderemo in considerazione gli ultimi cinque anni, ricordi più freschi nella mente e nei cuori di tutti i tifosi del Diavolo, nell’arco di tempo compreso fra il 2007 ed il 2011.

Questo mezzo decennio si apre con il trionfo di Atene e la conquista dell’Europa per la settima volta e del Mondo poi, con la doppia rivincita presa ai danni di Liverpool e Boca Juniors. Dai grandi successi che hanno permesso al Milan di diventare il club più titolato al Mondo, fino ad arrivare ai giorni nostri e al ritorno alla vittoria in territorio nostrano con la firma sul tricolore e sulla Supercoppa Italiana 2011. Dall’addio a bandiere immense e campioni trasversali: da Sheva a Kakà, passando per Ancelotti e Pirlo, fino ad arrivare al grande Paolo Maldini, indimenticata bandiera e capitano del Grande Milan; all’arrivo di altri grandi campioni come Ronaldinho, Pato, Thiago Silva e Ibrahimovic.

2 Maggio 2007: Milan – Manchester United 3-0, Clarence Seedorf. Una notte da Champions e manco a dirlo una notte da Milan. Nel momento fondamentale della stagione i grandi campioni, anche se con una media età piuttosto elevata, tirano fuori tutta la loro immensa classe e schiantano un Manchester che non vede il pallone per tutti i 90′. L’andata aveva dato fiducia ai rossoneri, partiti con tutti i favori del pronostico a sfavore, ma usciti dall’Old Trafford a testa altissima e con una sconfitta per 3-2, subita soltanto all’ultimo minuto dopo una grande prova ed una grande doppietta di Kakà. San Siro è stracolmo e fiducioso, ci sono tutti i prodomi per una grande impresa che di fatto alla fine arriverà, con la partita perfetta. La partenza del Milan è fulminante: quattro proiezioni pericolose in undici minuti, con una parata d’istinto di Van der Sar su tiro di Seedorf dalla lunetta e una spettacolare rete di Kakà all’11’. Poi il 2-0 è un autentico capolavoro firmato da Mister Champions League, l’uomo dalle partite che contano, colui che brasiliano non è ma solo all’anagrafe, perchè i piedi sono carioca e non ci sono dubbi: Clarence Seedorf. Errore di Vidic, Pirlo  crossa dal fondo destro, Seedorf  conquista palla, la difende, vincendo un rimpallo e poi, prima che questa batti per terra, lascia partire un destro al volo dal limite dell’area che si infila alla sinistra di Van der Sar rasoterra, non lasciando scampo al suo connazionale. Il resto è 3-0 di Gilardino, è finale ad Atene per i rossoneri ed è trionfo, ancora una volta sul tetto d’Europa.

31 Settembre 2007: Milan – Siviglia 3-1, Marek Jankulovski. Un’altra finale, un’altra vittoria. Il Milan diventa Supercampione d’Europa, battendo gli spagnoli del Siviglia al termine di una gara bella e combattuta. A Montecarlo i rossoneri alzano al cielo la loro quinta Supercoppa Europea, diventando il club a vantare il maggior numero di successi in questa manifestazione. Match difficile per tutto il primo tempo, con gli spagnoli che partono più convinti e si portano in vantaggio al 14′ con Renato. Poi al rientro dagli spogliatoi è tutto un altro Milan. Prima ci pensa il solito Pippo Inzaghi, la leggenda del gol, a mettere le cose a posto, pareggiando al 10′ della ripresa. Poi la rete più importante arriva da chi meno te l’aspetti, con un gol pazzesco. Pirlo comanda le ripartenze e al ’17 da centrocampo sfodera un lancio maestrale, degno del miglior Rivera, per trovare Jankulovski; il ceco dal vertice dell’area tira al volo con il sinistro un missile spettacolare che si infila nell’angolo opposto, sancendo con una prodezza indimenticabile il 2-1. L’avesse fatto qualcun’altro se ne sarebbe parlato per tanto tempo, ma il ceco indovina la giocata giusta al momento giusto e regala al Milan il successo. Vittoria poi sigillata da un’altra magia del solito Kakà, ma quella fu la notte di Marek e del suo sinistro magico.

11 gennaio 2009: Roma – Milan 2-2, Alexandre Pato. Il 2009 sarà ricordato per sempre come l’anno degli addii. Commoventi, importanti e tragici, I tifosi del Milan devono salutare con tanti rimpianti e mille ricordi indimenticabili nell’ordine: Paolo Maldini, Carletto Ancelotti e Ricardo Kakà. La fine di un ciclo, un magnifico ciclo, un ciclo vincente. In campionato arriva un confortante terzo posto alle spalle delle rivali storiche, Inter e Juventus, che quantomeno tiene il Milan nell’Europa che conta. Il Diavolo dovrà ripartire da Leonardo in panchina, Ronaldinho a distribuire magie, ma soprattutto, da un giovanissimo, arrivato a Milano con tutte le caratteristiche di un vero e proprio fenomeno, Alexandre Pato. In appena un anno e mezzo di Milan viaggia con una media gol impressionante per un ventenne, 1 gol ogni due partite e al rientro dalla pausa natalizia, nella notte dell’Olimpico di Roma, decide di accendersi e di incantare l’Italia del Pallone. Nel primo tempo si vede un bruttissimo Milan, dominato dai giallorossi che si portano in vantaggio con Vucinic e sfiorano più volte il raddoppio. Ma nei primi 10′ della ripresa in campo scende un marziano, un extraterrestre con il numero sette sulle spalle. Al 3′ il Papero ribadisce in rete un grande assist di Kakà, ma è quello che fa all’8′ che lascia tutti a bocca aperta e senza parole. Il brasiliano prende palla quasi a centrocampo e si invola sulla sinistra palla al piede. Si beve Mexes, evitando tutta la difesa capitolina, si accentra e beffa il portiere con un tocco sotto morbidissimo da catalogare sotto la voce “cucchiaio”. Gol strepitoso, che servirà a poco per il risultato finale visto che ancora Vucinic firmerà il punto del definitivo 2-2, ma che da a tutti i tifosi rossoneri la certezza di avere in squadra un fenomeno, un giocatore semplicemente incantevole.

21 ottobre 2009: Real Madrid – Milan 2-3, Andrea Pirlo. Il Milan sorprende tutti e batte a domicilio niente poco di meno che il Real Madrid. E’ il primo successo della storia al Santiago Bernabeu: non ci sono riusciti nemmeno le squadre stellari di Sacchi e Capello, ci è riuscito Leonardo con quel Milan. Partita storica quindi, con i rossoneri che espugnano Madrid del grande e rimpianto ex, Kakà, con una grande prova di squadra collettiva, guidata dalla regia di un grandissimo Andrea Pirlo. Il genio di Brescia è stato uno dei giocatori più importanti dell’indimenticabile Milan di Carlo Ancelotti e quella notte con una grande magia diede il là alla storica rimonta rossonera. Il primo tempo si chiude con il Real avanti per 1-0, per via di un’incredibile papera di Nelson Dida che lascia a Raul la porta sguarnita. Tutti temono una debacle, una sconfitta memorabile ed invece… Il Milan pareggia al 62esimo con uno straordinario destro di Pirlo che da 35 metri beffa un non perfetto Casillas. Le colpe del portiere spagnolo ci sono tutte, ma la naturalezza, la perfezione e la classe di Andrea nel calciare quella palla che si va ad infilare all’angolino sono da grandissimo. Il tiro con le tre dita del piede, di collo-esterno che sembra andare da una parte e poi all’ultimo momento cambia traiettoria beffando il portiere avversario, è il suo marchio di fabbrica. Tante volte i cuori rossoneri si sono accesi su quelle traiettorie beffarde ed imparabili che si andavano ad infilare inesorabilmente in rete alle spalle del portiere. Il match finì in trionfo per i rossoneri, con Pato che firmò una storica doppietta che ha fatto la storia recente, e non, del Milan.

16 gennaio 2011: Lecce – Milan 1-1, Zlatan Ibrahimovic. L’uomo della svolta, l’uomo che cambia una squadra, con la sua grinta, la sua classe, la sua forza fisica. Ad agosto 2010, il Milan è una squadra in crisi, la tifoseria, esasperata ancor di più dall’Inter che riesce a conquistare uno storico Triplete, contesta la società per i pochi investimenti e i successi mancano ormai da troppo tempo dalle parti di Via Turati, soprattutto lo Scudetto. A fine mercato la società decide di reagire e regala al nuovo Mister Allegri un campione che, da solo, cambia umori e carte sul tavolo: Zlatan Ibrahimovic. Mister Scudetto, dove va lui arriva la vittoria in campo nazionale e poco importa se non riesce ad essere decisivo in Champions, il Milan vuole rivincere il campionato, vuole spezzare l’egemonia dei cugini e non poteva assicurarsi giocatore migliore per farlo. In tutto il girone d’andata lo svedese è il vero uomo cardine di questo nuovo Milan operaio di Mister Allegri. Si carica sulle spalle la squadra e la porta in testa con i suoi gol, sempre decisivi, e le sue giocate-assist per i compagni. Quello che in qualche modo succede a Lecce in una delle prime partite del nuovo anno solare. Primo tempo brutto e noioso, il Milan si rende pericoloso raramente ed il Lecce, guidato dall’ottimo De Canio, riesce ad irretire i rossoneri. Finchè non arriva il momento in cui Ibra decide di cambiare il match. 4′ della ripresa. Rilancio lungo di Abbiati in avanti. Ibra conquista e difende un pallone alto, vagante, dall’attacco di un difensore salentino e prima che questi possa intervenire in qualche modo, vedendo con la coda dell’occhio Rosati appena appena lontano dai suoi pali, lo beffa, infilandolo sotto al sette, con una traiettoria fantastica, un pallonetto magistrale. Olivera su azione d’angolo regalerà il pareggio al Lecce, il Milan torna a casa stizzito per i due punti persi, ma Zlatan ha lasciato negli occhi di tutti una prodezza incredibile, una delle tante di una prima parte di stagione fantastica.

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