"Siamo vecchi e Pato è più fragile di me!"

“Siamo vecchi e Pato è più fragile di me!”


Nuovo, prestigioso appuntamento per il nostro spazio che si arricchisce dell’estemporanea presenza telefonica del milanista dei milanisti, il cronista tra i cronisti, Tiziano Crudeli! Potete inviare le vostre domande a Tiziano alla nostra mail q.e.i.m@live.it.

E’ passato fin troppo tempo dall’ ultimo colloquio telefonico con il nostro ormai “miglior amico”  Tiziano Crudeli. Un intera estate senza sue notizie, senza le sue esultanze, senza “Diretta stadio”. Una volta un suo affezionatissimo fan ha espresso in poche semplici parole l’effetto di una breve telefonata con Crudeli: “Once you try Crudeli, you’ ll never go back!“, ovvero una volta provato Tiziano, non si torna più indietro.

Le sono mancate le nostre chiacchierate?
Buongiorno Signorina! Non so dirle quanto. Come posso esserle utile dopo questa, si fa per dire, calda estate?  Non mi chieda come vedo il campionato di quest’anno perché sono preoccupato almeno quanto lo ero le, per fortuna, rarissime volte che ho visto giocare Oduamadi.

Ma Tiziano! Di solito il suo buon umore è travolgente. Non ha visto in campo una squadra pronta ad affrontare le sfide di questa nuova stagione? Godiamoci il campionato e godiamoci la Champions…
Ho smesso di godermi il calcio nel momento in cui sono diventato così tifoso. Quest anno sarà dura, mi creda. Un campionato che sotto certi aspetti è molto più equilibrato, squadre minori che sono cresciute, hanno stimoli che ho paura non ci appartengano più. Quella sana voglia di vincere, di emergere, di dimostrare il proprio valore e di sapere tenere testa a squadre che per anni hanno scritto la storia del pallone. Giovani, veloci, scattanti… Vedo contropiedi che i miei vecchietti non sanno più tenere a bada. Del resto, hanno almeno dieci anni in più sulle gambe rispetto a tanti giovani talenti.

E’ un discorso che sta facendo sia per il campionato che per la Champions, quindi… Ritiene che ad oggi manchino gli stimoli? Ibra sembra carichissimo, Cassano ha ritrovato i vecchi piedi. Ci sono anche i tanti infortuni da contare…
Il mio è un discorso generale. Ho paura perché vedo squadre che stanno crescendo davvero, vedo giovani che hanno giocato in eccellenza e adesso giocano in serie A. Certo, Ibra è carico, ma Cassano come sa non farà mai la differenza e Pato è più fragile delle mie ginocchia. Per non parlare del reparto difensivo, beh… Sono anni che non mi soddisfa. Soffriamo troppo e troppo spesso anche contro squadre che di fatto sarebbero inferiori a noi per tecnica ed esperienza. Contropiedi implacabili. Siamo validi nei passaggi lunghi ma ci stanchiamo troppo presto. Basta una squadra con un minimo di pressing in più che entriamo in crisi. Io sono francamente stufo di stare cosi male. Certo, contro il Barcellona mi aspettavo il peggio e invece siamo riusciti ad arginare la squadra di Guardiola. Nelle grandi sfide il Milan resta sempre il Milan. Vede, è di questo che parlo quando dico mancanza di stimoli. E’ come se a volte non valesse la pena di impegnarsi, come se non dovessero dimostrare più nulla. E la cosa mi manda in bestia, perchè se devono giocare contro il Padova o contro il Barcellona io voglio vedere lo stesso impegno, lo stesso sudore, la stessa voglia di vincere. Non voglio vedere undici pecorelle in gregge, ma giocatori validi e esperti in qualsiasi e ripeto qualsiasi situazione.

Sbaglio o è piuttosto agguerrito? Qualcosa l’ha particolarmente delusa per farla parlare così alla sesta giornata di campionato?
L’ unica cosa che continua a deludermi alla mia età, sono le promesse non mantenute, Mr x, y, a, b… Lei ha visto qualcuno? Abbiamo bisogno di giovani, giovani signorina! Abbiamo bisogno di energia e di velocità non solo di tecnica e classe. Noi siamo dei professori ma non è più sufficiente a fare la differenza. Sono solo preoccupato dall’ andamento del calcio italiano in genere. Sa perchè il Barcellona è cosi forte? E’ il risultato di anni di impegno costante, di piccoli talenti cresciuti assieme, che si conoscono come fratelli, che sanno cosa significa avere ognuno il proprio ruolo e soprattutto sanno cosa significa essere squadra. Tutti i pettegolezzi di “invidia” fra le punte, di incomprensioni negli spogliatoi sono surplus. Tarli in un calcio già abbastanza malato. Detto questo non voglio spaventarla, sono sempre io, sono sempre estremamente tifoso e senza i miei ragazzi non avrei nemmeno un lavoro, oltre a non avere una vera, sana e irrefrenabile passione.

Un pochino mi ero spaventata! Penso che la disturberò almeno una volta a settimana Tiziano. Parlare con lei è stato come sempre un piacere, ma la prego, la prossima settimana sia un po’ meno nervoso!
Farò il possibile, ma non le prometto nulla…

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