Da sosta a sosta: praticamente perfetti

Da sosta a sosta: praticamente perfetti


2 ottobre 2011: il Milan perde male a Torino contro la Juve, non tirando mai in porta e facendosi praticamente asfaltare dai bianconeri, soprattutto per quel che riguarda il gioco. La classifica quella sera, dopo cinque giornate, recita così: Juventus prima in classifica a quota 11, rossoneri quasi in zona retrocessione a quota 5. La critica e gli addetti ai lavori sono feroci con la compagine di Massimiliano Allegri. “La squadra è vecchia, troppi giocatori sono fuori condizione o da rottamare, quest’anno faticherà tremendamente, la campagna acquisti è stata fallimentare…”. Queste erano le frasi ed i giudizi che venivano più spesso accostati al Milan. D’altronde i dati parlavano chiaro: appena cinque punti in altrettante partite, solo quattro gol realizzati e ben otto subiti.

Ma dalle parti di Milanello, si predicava la calma, consapevoli della forza dei propri mezzi e del fatto che i deludenti risultati erano frutto soltanto dei troppi infortuni di giocatori chiave nello scacchiere di Allegri, uniti ai troppi impegni ravvicinati affrontati sempre, o quasi, senza poter fare un minimo di turn-over. Ora ad un mese di distanza, alla vigilia della seconda sosta in campionato, per via degli impegni delle Nazionali, è cambiato tutto ed il momento chiave è stata proprio la prima sosta, quella di ottobre. E sì, perchè le successive cinque partite di campionato unite alle due di Champions hanno cambiato completamente le carte in tavola ed hanno restituito al campionato la sua naturale favorita numero uno.

Quelle due settimane di sosta, fra presunti mal di pancia e polemiche, hanno accresciuto la condizione fisica di elementi fondamentali nei moduli del Diavolo e permesso di recuperare gente come Robinho, Boateng ed Ambrosini, che davvero non si può regalare a nessuno. Il Milan ha iniziato a macinare vittorie, punti ed avversari, con una facilità ed una autorevolezza impressionante, sbagliando solo il primo tempo di Lecce. 3-0 al Palermo, 4-3 al Lecce, 4-1 al Parma, 3-2 alla Roma all’Olimpico, 4-0 al Catania, oltre al doppio confronto col Bate in Champions che ha dato la matematica certezza della qualificazione con due turni di anticipo, cosa che non accadeva da tempo. Numeri che parlano da soli: cinque vittorie consecutive in campionato, terzo posto ad un punto dalla coppia di testa e il dato impressionante dei 18 gol in questi cinque incontri (quasi 4 di media a partita!). Certo c’è da migliorare qualcosa in difesa, visto che in tutta la stagione scorsa Abbiati e compagni avevano subito solo 23 reti ed ora siamo già a quota 14, ma con gente come Thiago Silva, Nesta e Abate, con la speranza di poter vedere finalmente anche Mexes in campo, c’è da stare tranquilli.

Thiago Silva e Nesta stanno tornando ad essere i soliti, strepitosi baluardi della retroguardia, Abate ormai è una splendida realtà sulla fascia destra (e la prima convocazione in azzurro siamo sicuri che lo caricherà ancora maggiormente), Nocerino ed Aquilani partita dopo partita si sono inseriti sempre meglio negli schemi di questa squadra, diventando quasi insostituibili, Boateng va a corrente alternata ma quando decide di giocare è semplicemente spaventoso, Cassano prima del malore e dell’operazione al cuore che lo terrà (ahinoi) lontano dal campo per sei mesi, stava illuminando tutti con la sua classe e la sua utilità, Robinho è tornato ad essere l’insostituibile corridore dell’anno scorso, con la sua quantità, la sua qualità ed anche i suoi gol, e poi c’è Ibra… Qui non si tratta di essere Ibra-dipendenti, ma un giocatore così è il vero valore aggiunto della squadra, quello che da qualcosa in più, quello che ti risolve la partita con una magia. Goleador, assist-man, regista offensivo: quando sta bene e ha voglia, è unico al mondo e non ce n’è per nessuno. Il tutto aspettando il ritorno di Pato e con la consapevolezza che El Shaarawy ha tutti i numeri per diventare un grandissimo.

Ora c’è la sosta. Sarà importante tornare con la stessa forza, lo stesso cinismo e la stessa determinazione. Il calendario, soprattutto in campionato ci sorride, da qui alla fine del girone d’andata ci sarà il derby e poi tutte partite abbordabili per il Milan visto nell’ultimo mese, ma non bisogna assolutamente abbassare la guardia e avere inutili cali di tensione. Da sosta a sosta: praticamente perfetti, ma per dare un seguito a quanto fatto fin qui lo dovremmo essere altrettanto fino a Natale.   




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