IbraMilanvic!

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Quando una squadra segna quattro gol in 43 minuti, la distribuzione di meriti e demeriti deve necessariamente essere salomonica. Di fronte ad un Diavolo ferito nell’orgoglio dalla sconfitta col grande Barcellona, vi era un Chievo inopinatamente sfilacciato. La traversa di Ibra dopo 50 secondi e il gol pochi minuti dopo del Capitano di serata, e se Dio vuole di domani Thiago Silva, hanno atterrito gli uomini di Di Carlo, inabissatisi poi con una facilità disarmante.

Al sedicesimo infatti Zlatan trova il raddoppio, iscrivendosi ufficialmente nella lista dei “centenari” della serie A, sorprendendo Sorrentino con un interno destro appena fuori l’area di rigore. Un Patinho poco, molto poco nel vivo del gioco, trova il modo di segnalarsi con un gol di rapina e un rigore, poi trasformato dallo svedese, ma procurato da una giocata delle sue, di quelle che quest’anno rappresentano una rarità.

Vuoi gli infortuni, vuoi un’indolenza che fa parte del suo essere, la maturazione totale del giovane campione rossonero pare ancora non esser dietro l’angolo. Età e gol in rapporto alle presenze sono certamente numeri da fenomeno, ma il brasiliano continua a non essere un fattore all’interno della manovra. Messo poi al confronto con le abbacinanti qualità di Ibrahimovic, l’apporto del Papero passa quantomeno in secondo piano. In primissimo piano invece ieri sera, c’è stata la squadra. L’undici messo in campo da Allegri pare aver interiorizzato dal confronto coi catalani di mercoledì, il modo di star in campo. Cortissimi, tanto che Van Bommel, Nocerino, Yepes e Thiago feroce, recuperano palloni con continuità. Il risultato è che i gialloblu non trovano quasi mai gli spazi e i tempi per ripartire. Un primo tempo da extraterrestri, di quelli che siamo abituati a vedere nella Liga, dove le armate di Mourinho e Guardiola asfaltano gli avversari con un’intensità stordente.

Cattiveria e tecnica shakerate in questo modo, sono la ricetta perfetta per la rincorsa interrotta a Firenze.La speranza è che l’atteggiamento aggressivo ma lucido mostrato ieri, diventi una costante. Le due trasferte insidiose di Genova e Bologna che attendono i rossoneri, saranno un significativo banco di prova per comprendere se il Milan ha definitivamente cambiato marcia in questa stagione.

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