Prince: “Ma che Juve, siamo noi i più forti!”

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Leader per carattere, ambizioso da sempre e schietto sulle cose che lo circondano. Prince Boateng ha davvero cambiato equilibri e schemi del Milan, arrivato e subito decisivo, rimasto e ancor più forte di prima. Le sue parole alla Stampa sono musica per chi, come lui, combatte a testa alta e non molla mai, in campo come nella vita. “Ho un passato tormentato come Ibra e Robinho – ha dichiarato Kevin -, vengo dalla strada e so bene quanto sia dura arrivare a certi livelli. Ma è molto facile cadere, col tempo però ho imparato a mantenere un equilibrio”.

Grinta da vendere. Uno dei tanti prima, un modello adesso: “Una volta arrivato a Milano non è stato facile, l’impatto è stato forte. Con il Moonwalk di Michael Jackson ho avuto molto successo e celebrità, è bello vedere per strada persone con la mia maglia o col mio stesso taglio di capelli. Nel Milan servono dei leader con il carattere forte e io sono contento di essere così. Quando ero al Tottenham ho provato a perdere la testa ma poi ho capito e cambiato marcia”. Sulle voci sulla sua presunta ed eccessiva vita mondana Prince non ci sta: “C’è stato un accanimento eccessivo. Sembrava che la gente non avesse altro da fare e non aspettasse altro. Qui non è come in Germania o in Inghilterra, in Italia controllano tutto: come mangi, come ti vesti, cosa fai. Va bene tutto, ma poi se gioco bene merito rispetto. Gossip? In estate mi sono lasciato con mia moglie dopo otto anni, pensavo di rimanere da solo ma poi ho conosciuto Melissa. Sono innamorato e non facciamo niente di male”.

Un momento bello e piacevole, ma non senza qualche rimpianto: Mi manca mio figlio – ha ammesso Boateng -, essere così distante è molto pesante. Per Natale gli ho spedito i regali ed è stata una cosa strana, per fortuna sarà con me a Dubai. Tevez? Sarebbe il benvenuto, è un duro come me e lotterà con forza per vincere. La scelta di lasciare il Ghana, invece, è stata dura da prendere ma non è definitiva. Mi sono accorto che non riuscivo a reggere il doppio impegno e ho deciso così”.

Mentre non ha nessun dubbio sulla sua posizione in campo: “Io sono un trequartista, punto. Berlusconi mi vuole a centrocampo? Menomale che non è allenatore… Lui capisce molto di calcio ma per fortuna ha anche altre cose ha cui pensare”. Cucito sul petto della sua 27 c’è uno scudetto che ci tiene a difendere: “La Juve fin qui ha giocato meglio di noi, ma siamo più forti e alla fine arriveremo davanti ancora una volta noi. Voglio vincere un altro tricolore perchè adesso ci sono più squadre di livello, mentre in Europa con l’Arsenal passeremo, ne sono sicuro. Personalmente punto ad arrivare a quota quindici reti”.

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