SM ESCLUSIVO – Oliviero Beha: “Berlusconi stuzzica Allegri, ma di calcio ne capisce”

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Giornalista, scrittore, opinionista (sportivo e non). Oliviero Beha si è da sempre contraddistinto per uno di quei commentatori calcistici pungenti e “scomodi”, proprio perchè senza peli sulla lingua. E anche nella chiacchierata natalizia con SpazioMilan.it lascia scoppiare grandi e piccole micce.

La Serie A è andata in vacanza. Quali indicazioni ci ha lasciato?
“Per una volta sono d’accordo con chi sostiene che questo sia un campionato livellato verso il basso. La classifica è abbastanza stretta, ci sono buoni giocatori e buoni collettivi, ma non straordinari giocatori o straordinari collettivi”.

Sarà una sfida tra Milan e Juventus per lo scudetto?
“La coppia di testa è quella, poi abbiamo l’Udinese, straordinaria, e la Lazio, che marcia bene fuori casa. Dietro una tra Inter, Napoli e Roma potrebbe portarsi ancora a ridosso di Milan e Juve”.

L’Udinese la sorprende?
“E’ in parte una rivelazione, perchè è l’unica società a condurre mercati in uscita. La verità è che ormai parliamo di una grande industria calcistica con dirigenza, staff tecnico e ambiente ideali per ottenere buoni risultati: cose inimmaginabili in altre realtà come Palermo o Catania. Ogni tanto sfornano qualche buon giocatore, peccato che quasi mai italiani”.

Parliamo del Milan. E’ troppo Ibra-dipendente?
“Premesso che Ibrahimovic è il miglior giocatore del campionato italiano, credo che la mentalità che Allegri ha voluto dare alla squadra ha fatto in modo che non sia troppo Ibra-dipendente. Certo, lui è uno che fa la differenza”.

Tevez è l’uomo che serve a questo collettivo?
“E’ un giocatore di qualità, per certi versi sottovalutato. Lo ritengo l’acquisto giusto per mantenere un buon equilibrio tra Champions League e campionato, potendo lui giocare solo in Serie A. Siccome credo che il Milan abbia le carte in regola per poter competere in Europa, è giusto che si potenzi in questa direzione. Poi non basta un giocatore a far cambiare una squadra: negli ultimi quindici anni mi ricordo solo Mario Stanic nel Parma di Ancelotti, il suo impiego fu determinante per far risalire la squadra fino al secondo posto”.

Silvio Berlusconi sembra non aver perso il vizio di stuzzicare tecnicamente i suoi allenatori. Come le sembra il rapporto con Allegri?
“Berlusconi è ipertrofico ed espansivo, si lascia spesso andare con le analisi. Il problema, però, è che lui di calcio se ne intende, a differenza di tutti gli altri presidenti che capiscono poco o nulla, mettendo solo a disposizione i soldi per il mercato. Berlusconi investe, magari per opportunismo politico, ma se ne intende davvero. Poi lui immagino sia convinto di essere più competente anche di Guardiola”.

Ha suggerito di far giocatore Boateng dietro a Ibra, Pato e Robinho. Non sarebbe una follia per il campionato italiano?
“Guardi che lo stesso Berlusconi se ne rende conto, ma è nel carattere esternare in questo modo. Se non avesse perso vent’anni in politica e fosse rimasto più attaccato al mondo del pallone, il calcio ne avrebbe beneficiato. Detto questo, le squadre cominciano a centrocampo. Senza un reparto mediano di qualità non si va da nessuna parte”.

Chiudiamo con Calciopoli e il cosiddetto “Tavolo della pace”. Una bufala?
“Lo spunto interessante sarebbe stato se uno di quei personaggi seduti al tavolo avesse usato il calumet della pace come corpo contundente verso un altro invitato. E’ nato come una bufala ed era destinato al fallimento e a un finale spernacchiato. Sul Fatto Quotidiano l’avevo scritto il giorno stesso in cui ne fu annunciata la convocazione, aggiungendo che aspettavo smentite. Non sono mai arrivate”.

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