Super Ibra sempre più essenziale

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Che Ibra fosse un grande giocatore lo avevamo capito ai tempi della Juventus. Che Ibra fosse un fenomeno era diventato chiaro durante il suo periodo interista. Che Ibra fosse un extraterrestre è stato lapalissiano quando il Barcellona di Messi lo aveva comprato per rendere stratosferica una squadra che stratosferica lo era già. Lo svedese in rossonero si è raffinato diventando un artista in grado di trasformare in capolavoro qualsiasi passaggio, compresi quelli più “sporchi”. Al primo Ibra si imputava di non essere un grande goleador, ora dello splendido 30enne svedese non si può criticare proprio nulla.

I numeri parlano da soli. Già 11 gol in campionato ai quali si devono aggiungere un numero imprecisato di passaggi illuminanti. Ibra per il Milan lo scorso anno è stato la luce in fondo ad un tunnel fatto di anni senza vincere nulla. E’ stato il più decisivo, nonostante abbia segnato gli stessi gol di Robinho e Pato, ha trascinato la squadra come un vero e proprio leader rendendola consapevole della sua forza.

Per Zlatan vengono prima i fatti e soltanto in un secondo momento le parole. Così senza risultare nemmeno poi così tanto arrogante, si permette di ringhiare ad Allegri uno: “Stai calamo!“. Questo però non prima di mettere in cassaforte il risultato con l’ennesima prestazione sensazionale. I fatti, appunto. Grazie ad essi il ragazzo di Malmoe è diventato, con Thiago Silva, il perno del Milan. Una prova? Togliete Ibra alla squadra di ieri, un po’ confusionaria e senza troppe idee. Insomma, l’eventuale squalifica per la bestemmia contro il Cagliari potrebbe essere un grattacapo per  Allegri.

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