Una sinistra (e scomoda) consapevolezza

Quella di ieri avrebbe dovuto essere la prova d’appello per Taye Taiwo, che in modo del tutto inopportuno alcuni giorni fa aveva sbottato accusando Allegri: “Faccio troppa panchina“. Causa le defezioni di Zambrotta e Antonini il nigeriano ha avuto una buona occasione, contro una squadra modesta come il Siena, per dimostrare il suo valore. A fine gara però il risultato della sua prestazione è stato, per l’ennesima volta, deludente.

Passi il periodo di ambientamento, passi la timidezza, passino anche le difficoltà a giocare in un campionato molto diverso rispetto a quello francese. Attenuanti sì, ma solo fino a un certo punto. L’amara verità è che il ragazzotto nigeriano, in nessuna delle sue apparizioni, ha mai dato la sensazione di essere un giocatore sul punto di fare il salto di qualità. Sempre goffo e indeciso tanto che un mostro sacro come Maldini, che sul ruolo ne sa qualcosa, lo ha definito “un abbaglio“. Una fotografia, quella dell’ex capitano, che lascia spazio a pochi dubbi.

Al minuto 73, a risultato ormai acquisito, si è aggiunto un giocatore per cui il discorso è analogo. Urby Emanuelson, arrivato a gennaio dello scorso anno a Milanello, colleziona sul suo comodino una quantità indefinita di occasioni sprecate. Con Seedorf in scadenza di contratto, l’olandese ha in questi mesi la sua più grande occasione per imporsi in rossonero e conquistarsi un posto tra i protagonisti. Allegri lo tiene in considerazione dandogli spazio soprattutto a gara in corso, perché “il suo dinamismo potrebbe aiutare la squadra“. Potrebbe appunto, ma tra il dire e il fare, c’è di mezzo una personalità che latita.

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San Siro mugugna guardando quella zona sinistra del campo. Perché San Siro e la sua gente pretendono sempre il massimo. San Siro fischia al secondo cross sbagliato. San Siro si permette di criticare giocatori che hanno fatto la storia del club. San Siro sopporta malamente i momenti no dei suoi top-palyer. San Siro, la scala del calcio, indubbiamente avrebbe tutto il diritto di vedere una fascia sinistra del campo meno scomoda e più sicura.