El Shaarawy incanta, Pippo c'è

El Shaarawy incanta, Pippo c’è


Amelia 6 – Attentissimo nel primo tempo quando il Novara, nell’unica vera occasione della gara, si fa trovare pronto e mantiene il vantaggio rossonero. Sulla punizione del pareggio di Radovanovich si butta in ritardo, sicuramente poteva far meglio. E domenica, a Novara, ci sarà lui.

Bonera 6 – Fa il suo, nulla di più e nulla di meno. La parola spingere non esiste nel vocabolario di Bonera, mentre in fase difensiva mantiene la posizione commettendo poche e superflue disattenzioni.

Nesta 6,5 – Jeda, Granoche, Morimoto o Rubino: per uno che ne ha viste e passate tante, questi quattro, con tutti il rispetto possibile, non sono niente per uno come lui. Una giornata di normale amministrazione, con un gol su punizione che è tutto fuorchè colpo loro.

Mexes 6,5 – Con Nesta, forse meglio che con Thiago Silva, il francese riesce ad esprimersi al meglio. Gioca come colui che deve fare il primo passaggio propositivo per iniziare l’azione, e questo ruolo riesce a coprirlo dignitosamente. L’unica disattenzione una palla dentro dove si fa anticipare da Granoche, prima ed unica sbavatura di una gara impeccabile.

Antonini 6 – Il problema è sempre lo stesso: non spinge troppo e non difende abbastanza, è sempre una via di mezzo. Non soffre particolarmente le avanzate di Morganella ma non lo costringe neanche a fare solo fase difensiva. Work in progress. Dal 1′ pts Abate sv –

Merkel 6 – Il primo allenamento lo aveva svolto in mattinata, e seppur molti compagni già li conosceva, non è mai facile andare in campo e imporsi come facitore di gioco nel Milan. Ma il giovane tedeschino dimostra personalità e intraprendenza, anche se manca quell’apporto offensivo che tutti ci aspettiamo da lui. Buona la seconda (volta).

Ambrosini 6 – Fa girare la squadra in modo ordinato, senza cambi di passo che avrebbero potuto chiudere la partita senza i supplementari. Tanta sostanza nel secondo tempo quando bisogna far correre il pallone e gli avversari, ma dal Capitano in partite come queste ci si aspetta un qualcosina di più.

Nocerino 6 – Quando al 5′ del sts lo vedi rincorrere Jeda dall’area avversaria fino a centrocampo commentendo il fallo che lo contringe al giallo, capisci l’importanza di questo giocatore. Non in una serata di quelle da -inho, ma la corsa e quei palloni mordibi in mezzo all’area può e riesce a metterli solo lui. Sempre più nel suo segno.

Emanuelson 5 – La voglia c’è, le gambe anche, ma le idee non puoi apprenderle o allenarle. Si propone molto, sintomo che ha capito che deve sfruttare queste occasioni per mettersi in luce, ma gli ingranaggi giusti non riesce a farli girare. Manca ancora qualcosa, perchè quando da terzino fai fatica, mezzala non giochi, e sulla trequarti non acceleri mai, allora qualcosa non torna proprio. Nel secondo tempo si perde nella nebbia di Milano non toccando più un pallone: il preludio all’addio? Dal 36′ del st Robinho sv –

El Shaarawy 7,5 – La luce nella notte di San Siro. Il gol del vantaggio è tutto farina del suo sacco: stop a seguire, dribbling secco al limite dell’area e diagonale a fin di palo, con il portiere che può solo raccogliere il pallone in fondo alla rete. Il resto è corsa, anche a inseguire l’uomo a centrocampo, e accelerazioni di un ragazzotto che merita sicuramente più spazio. Il più intraprendente sul campo, il più propositivo del Milan: il Faraone esige più opportunità. E diamogliele.

Inzaghi 6 – A più di un anno dall’ultima esultanza, la fame del gol di Pippo Inzaghi è a livelli mai visti prima. E lui ci prova in tutti i modi: di testa, di destro, di sinistro, alla Inzaghi sul filo del fuorigioco, ma non c’è niente da fare, non vuole più entrare. La sua faccia e il mancato saluto con Allegri al momento della sostituzione dopo un’ora di gioco la dice tutto sul suo pensiero in merito, ma l’autonomia del 37enne era già finita da qualche minuto. Perchè passano gli anni, ma SuperPippo non passa mai di moda. Dal 13′ st Pato 6,5 – La cattiveria con cui calcia a porta vuota, dopo aver saltato Fontana con uno splendido pallonetto, il tiro che decide la gara, è il sintomo della voglia di questo ragazzo di dimostrare tutto il suo valore. Ma un attaccante deve far gol e lui stasera l’ha fatto. Seppur aveva sbagliato appena prima un gol a tu-per-tu col portiere, contro tutte quelle punizioni che ha sbagliato, contro i fischi dello stadio, Pato, quando vuole, c’è. Infortuni permettendo.

In corsivo il migliore.

Allegri 6,5 – Concede spazio a giocatori come El Shaarawy e Inzaghi che avevano bisogno di giocare, e loro qualche risposta gliela danno. Gestisce bene le sostituzione, il suo punto debole, ma perde Pato che lascia il campo 5′ prima della fine della gara. La smorfia al momento dell’uscita del brasiliano è emblematica del pensiero del mister, la paura infortuni era stata fin lì scongiurata. Manda in campo Merkel appena arrivato, ma il giovane Cristante era già pronto al suo esordio in campo nazionale. Prossimo avversario la Lazio, con un unico obbietivo: la qualificazione alle semifinali.

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