Raiola e la gallIbra dalle uova d’oro. Che resta qui

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“L’essenziale è invisibile agli occhi” scriveva Antoine de Saint-Exupéry, autore de “Il piccolo principe”. Sarà che il calcio è, per innumerevoli e disparati motivi, un mondo a se stante, ma sembra proprio che la massima dell’autore francese non si possa applicare al Milan di oggi. In casa rossonera c’è un giocatore fondamentale per gli schemi di Allegri, vitale per gli sviluppi della manovra della squadra, unico e insostituibile. Si chiama Zlatan Ibrahimovic e non è propriamente un tipo che può passare inosservato.

“Vale 150 milioni di euro” avrebbe detto Berlusconi a Mino Raiola, procuratore dell’attaccante svedese. Prezzo che non verrà mai tradotto in una cifra reale, un po’ perché per “racimolare” una somma simile servirebbe una vera e propria pazzia di qualche sceicco, un po’ perché il giocatore è considerato incedibile dai vertici di via Turati e ama fortemente la squadra rossonera. A confermarlo ci pensa lo stesso Raiola: “Ricevo ogni giorno chiamate per lui, ma il Milan è la sua vita e io non vado contro la sua volontà”. 

”Quando lo vedo giocare mi meraviglio ancora”, confessa l’amico-procuratore di Zlatan. E come dargli torto? La magia con quel delizioso colpo di tacco a Novara e la splendida punizione a San Siro contro il malcapitato Cagliari sono solo le perle più recenti di una carriera fatta di gol non solo importanti ma anche stilisticamente perfetti. A Barcellona, per fortuna nostra, non se ne sono accorti ma giocatore di questa caratura non può che essere essenziale, per qualsiasi squadra al mondo.

 

 

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