Il cuore tenero di Gulliver

Un gesto nobile ad un amico in un momento estremamente difficile della sua vita. Semplice, eppure così pieno di tanti significati, emozioni, sapori. C’è chi lo vuole etichettare sempre e comunque come un bullo di periferia, una sorta di ‘Ras del quartierino’ in salsa nordica; chi lo vuole bacchettare quando prende le difese di un compagno in modo energico, bollato quando risponde sgarbatamente ad una giornalista, salvo poi recapitarle un mazzo di rose sotto casa.

Per una volta Zlatan Ibrahimovic zittisce i critici più o meno prevenuti, mette d’accordo tutti ponendo sotto i riflettori il lato migliore del suo carattere, un’iniziativa sicuramente molto più bella del terreno del ‘Meazza’. Non è stata una decisione dell’ultimo secondo, quella di Ibra. Nella mattinata di ieri infatti, la giornalista iberica Cristina Cubero del quotidiano ‘El Mundo Deportivo’, aveva annunciato che al fischio finale lo svedese avrebbe cercato Keita per consegnarli la preziosa casacca (bianco)rossonera numero 11. Il motivo?

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Presto detto. Omaggio, piccolo pensiero, gesto di affetto e vicinanza per lo sfortunato ex-compagno di club Eric Abidal, costretto ad un trapianto di fegato dopo aver già subìto un primo intervento a causa di un tumore. E al triplice fischio di Jonas Eriksson, così in effetti è stato. Perchè nei quartieri difficili di tutte le città a volte per troppo cuore si commettono degli errori, ma l’affetto ed il rispetto per chi ha bisogno, non si dimentica.