Lavagna tattica: la Roma di Lucho

Domani pomeriggio, alle ore 18.00, sarà Milan-Roma. Imperativo: vincere. Bisognerà legittimare il comando in vetta. Contro i capitolini, guidati da Luis Enrique, non si tratterà di una passeggiata. Ma i tre punti non costituiranno una chimera. La Roma scenderà in campo con un 4-3-3 a trazione anteriore.

Dal punto di vista atletico, ritmico e tecnico, valgono. La metteranno sull’intensità e sul dinamismo. Ci affronteranno a viso aperto. Garantito. Cercheranno di fare girare la sfera e di coinvolgere tutti gli effettivi nella fase offensiva. Monopolizzando il possesso palla, si affideranno ad un gioco d’attacco manovrato.

La prima punta verrà servita tramite cross provenienti dalle fasce, visto che gli esterni di difesa tralasceranno la fase di copertura e penseranno unicamente a spingere. Gli attaccanti esterni, invece, si intestardiranno in azioni personali. E ripiegheranno in poche occasioni. Durante le azioni offensive, per garantire maggiore imprevedibilità, gli interni di centrocampo tenderanno ad inserirsi.

Il playmaker rimarrà molto arretrato. In determinate situazioni, fungerà da centrale aggiunto e il modulo muterà in un 3-4-3. Gioco affascinante. Ma che mostra limiti. Approfittarne. La Roma, dal punto di vista tattico, lascia a desiderare. Idem per quanto concerne l’aspetto fisico. Osvaldo è l’unico elemento in grado di garantire profondità e peso. Ma Thiago Silva, a meno che il Milan non sia in giornata, saprà come annullarlo.

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Per quanto concerne gli altri effettivi, la Roma presenta una sfilza di pesi leggeri. Corrono e presentano buone doti balistiche. Ma presentano una corporatura esile e, attaccando in massa, si espongono ad azioni di contropiede. Per arginarli, basterà chiudersi e aspettarli sulla trequarti.

Gli incontristi del Milan dovranno aiutare i terzini, evitando che questi ultimi sofranno gli uno contro uno. Affinché il nostro centrocampista arretrato non soffra, a meno che gli interni non si sdoppino alla perfezione, sarebbe meglio che il trequartista ripiegasse. Aspettandoli, aggredendoli in un secondo momento, metteremo i giallorossi in difficoltà. Li faremo tremare.

E quando gli uomini di Enrique non troveranno sbocchi, si disuniranno e non sapranno che fare. Matematico. Si sbilanceranno. E noi, una volta recuperata la palla, potremo ripartire. Verticalizzare per Ibra. Zlatan sa come fare salire la squadra, intimidire i capitolini e creare spazi per i compagni.
In sintesi:
-Non sbilanciarsi.
-Attendere la Roma, per poi aggredirla.
-Recuperata la sfera, punirli ripartendo velocemente e affidandosi ad Ibrahimovic.
-Di conseguenza, qualora la situazione ci arridesse, addormentare il match.

Queste dovranno essere le nostre parole d’ordine.