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Sliding doors, quando Buffon era ad un passo dal Milan

Clamoroso, o forse no. Una strana scoperta, strana perché forse la sapevano tutti o quasi. Acqua passata ormai, ma quando in quell’acqua si fa cadere un masso, anche a distanza di tempo, il rumore si percepisce sempre forte e chiaro. A scagliare la pietra c’ha pensato Cobolli Gigli, intervenuto ai microfoni di SkySport24. Prima di entrare nella disamina tattica del tredicesimo pareggio in campionato della Juventus, l’ex presidente bianconero ha svelato qualche retroscena di mercato, uno dei quali ha catalizzato l’attenzione degli sportivi: “Galliani forse non lo ricorda, ma anni fa Buffon era quasi del Milan. Avevamo messo su uno scambio Abbiati-Buffon ma poi per vari motivi non se ne fece più niente”.

Già, anni fa. Per la precisione, l’estate del 2006, quella che sancì la retrocessione della Juve in cadetteria. Alla fine di quel campionato che aveva visto Abbiati grande protagonista in maglia bianconera, prestato con grande cavalleria dal Milan alla Signora dopo l’infortunio subìto da Buffon in uno scontro fortuito con Kakà, una notte di agosto durante il “Trofeo Berlusconi”. Il decorso di Gigi non era dei più felici, la situazione psicologica non ottimale, Abbiati dal canto suo non lo faceva certo rimpiangere ma anzi, aveva talmente convinto al punto di meritarsi l’ingresso in questo prestigioso scambio. Lui, il cacciatore del sole, con il Diavolo nel cuore. Poi per varie ragioni non se n’è fatto nulla, Abbiati è tornato a vestire il rossonero che ama, a Torino grati del prestito, arrivederci e grazie. Buffon ha scelto di restare per difendere i pali della Juve in serie B e diventarne bandiera come alcuni suoi compagni, vedi ad esempio Del Piero e il bizzoso ma infallibile Trezeguet. Così non aveva scelto un altro giocatore che in quell’estate in pratica era già vestito di rossonero, al punto che le maglie erano già pronte per essere messe in vendita.

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Ovviamente si fa riferimento a Zlatan Ibrahimovic. Poi però non se ne fece nulla, al momento, lasciando strada a Moratti, assai poco lungimirante ma ai tempi decisamente favorito da una capacità economica infinita. Il Milan aveva chiesto a Ibra un po’ di pazienza, giusto il tempo di conoscere l’entità della penalizzazione, se la Champions sarebbe stata competizione da giocare o solo da guardare in tv.

La storia la sappiamo tutti, Ibra catturato da Moratti all’ultimo secondo, la Champions cavalcata con rabbia fino alla magica notte di Atene illuminata da SuperPippo. Ora Ibra troneggia nell’attacco rossonero, Buffon para e fà discutere in maglia Juve, Abbiati difende i pali della sua squadra del cuore, ogni tanto ci fa tremare, ma poi ci regala il doppio miracolo su Gervinho e Van Persie. Poteva essere un’altra storia, forse però col senno di poi, va benissimo anche così.