Bilancio in rosso, ma occhio all’Imperatore Adriano

Altro che Tevez, Balotelli, Kakà, Fabregas o Hamsik: il futuro del Milan è a parametro zero. A constatare la sensazione che già da qualche sessione di mercato si era affermata, adesso arrivano i numeri: bilanci che non lasciano attenuanti, con un rosso di 67 milioni di euro registrato al 31 dicembre 2011. A far capire l’importanza del dato, ci pensa il campo: seppur siano stati raggiunti gli ottavi di Champions League (guadagno), sia stato vinto il campionato (guadagno) e si sia ridotto il monte ingaggi di un contratto oneroso come quello di Pirlo (guadagno), il risultato non cambia: il Milan chiude il suo anno solare 2011 con tre milioni in meno di rosso rispetto all’anno passato dove non era stato vinto nulla.

Per venerdì prossimo è infatti prevista l’assemblea dei soci del Milan dove, all’ordine del giorno, risulterà esserci proprio la discussione sul negativo accumulato negli ultimi anni. Gli acquisti di Ibrahimovic, Robinho e Boateng (in questo caso, gli ultimi 8 milioni mancanti sono stati pagati quest’anno) della passata stagione hanno solo alimentato un (profondo) rosso senza fine. E la missione di Adriano Galliani nelle ultime sessione di mercato è sotto gli occhi di tutti: ridurre notevolmente il monte ingaggi, che porta via 160 milioni ogni anno, il più alto di tutta la Serie A. Ed è per questo che a fine anno, a conti fatti, il destino dei 10 giocatori in scadenza di contratto è appeso a un filo: Roma (rimarrà come terzo portiere), Nesta, Zambrotta, Gattuso, Van Bommel, Ambrosini (un “dipende” che tende alla riconferma), Yepes, Flamini, Seedorf, Inzaghi (un “dipende” che non verrà prolungato). Ma occhio a Pato, l’unico big con le valigie in mano pronto a partire.

Ma non è vietato sognare. Se gli acquisti low cost di Montolivo, Natali e Acerbi sembrano già intavolati e pronti alla firma, per il centrocampo ci si aspetta una vera e proprio rivoluzione. L’Imperatore del mercato, Adriano Galliani, ci ha abituati a mercati difficili ma che poi diventano più proficui di qualsiasi brasiliano o argentino strapagato in Sudamerica (uno su tutti, Nocerino: quanti credevo in lui il 31 agosto alle 18.01?). Per cui, calma e sangue freddo. Perchè nel bene o nel male, l’Imperatore Adriano è in casa nostra. E anche stavolta ci sorprenderà.