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Lavagna tattica: il Chievo di Di Carlo

Domani sera, al Bentegodi di Verona, andrà in scena un match decisivo. Se il Milan non riuscisse a vincere, oltre a regalare al Chievo la salvezza, proietterebbe la Juventus verso la conquista del titolo. Quanto costruito verrebbe distrutto. Epilogo da evitare. Gli uomini di Di Carlo si schierano con un 4-3-1-2. Ritmo, determinazione e intensità. Questi saranno i loro dogmi. Correranno molto e faranno densità a metà campo.

Presenteranno un assetto tattico prudente. Ci aspetteranno e si chiuderanno. Baseranno il loro gioco su ripartenze. Le due punte, in possesso di gran senso del gol, verranno servite tramite cross e lanci(sia lunghi, sia rasoterra). Capita che i terzini rimangano bassi, lasciando che siano gli interni ad allargarsi e ad effettuare traversoni. Ma non è una costante. Sta di fatto che non dovremo concedere spazi e palle gol. Punteranno tutto sul contropiede. Durante le azioni di rimessa, sfrutteranno gli inserimenti del trequartista e di un incontrista. E Paloschi e Pelissier, in fase di finalizzazione, non perdonano. Attenzione.

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Siamo in emergenza. La nostra condizione fisica lascia a desiderare. Le scelte di Allegri sono obbligate. Per evitare un tracollo, dovremo evitare di sbilanciarci. Non bisognerà concedere terreno. Facendo girare pazientemente palla, alla ricerca di varchi, il Chievo potrebbe andare in difficoltà. Gli elementi di Di Carlo peccano infatti in senso del gioco. Approfittarne.

In ogni caso, il Milan dovrà verticalizzare il più possibile per Ibra e sfruttare le seconde palle. Zlatan, sperando che giochi con determinazione e non ripeta la gara di sabato, sa come creare occasioni. E’ in grado di atterrire gli avversari e creare spazi per i compagni. Sarebbe bene che venisse affiancato da El Shaarawy, dotato di dinamismo, capace di disorientare la difesa clivense.

In sintesi:
-non concedere ripartenze;
-rimanere raccolti e fare girare la sfera con pazienza;
-lanciare Ibrahimovic e sfruttare le seconde palle.