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“Ibra capitano? Ci può stare…”

Prosegue l’appuntamento di SM con il milanista dei milanisti, il cronista dei cronisti, Tiziano Crudeli! Potete inviare le vostre domande a Tiziano all’indirizzo: q.e.i.m@live.it.

L’ultima di campionato contro il Novara ha portato via con sè un pezzo di storia rossonera: come ha vissuto quei momenti e quella partita?
Ho provato una grandissima emozione: li sento come figli miei, ho vissuto da vicino la loro crescita calcistica e con alcuni di loro sono in ottimi rapporti. Ho sofferto molto, non lo nego. Il sentimento e la commozione, però, non mi fanno dimenticare le ragioni della società: un giocatore a trentasette, trentotto anni è sul viale del tramonto. Giusto tributare loro riconoscenza, ma altrettanto seguire le logiche di mercato.

Oggi è arrivata la notizia del licenziamento del preparatore atletico Daniele Tognaccini…
Se il Milan ha avuto settantadue infortuni, di cui trentasette muscolari qualche motivo dev’esserci. La società ha deciso di ristrutturare il settore, ha individuato in lui il responsabile e ne prendo atto, anche se lo conosco bene e umanamente mi dispiace.

A suo parere quanto c’è di vero nella voce che vorrebbe Ibra capitano?
L’altra sera in trasmissione ho avuto una serie di discussioni a riguardo. Tutto parte da una domanda molto semplice: che figura deve rappresentare il capitano? Si può scegliere uno che milita da tanti anni in maglia rossonera, un elemento con una cultura superiore alla media, un ragazzo che sappia abbinare grinta e umanità dentro e fuori dal campo. Ibra è un trascinatore, ha indiscutibili doti da leader, prentende molto da se stesso e dai compagni. D’altro canto, è sicuramente anche calcisticamente egoista: pensa sempre più a se stesso che alla squadra, lo sappiamo tutti. Detto ciò, credo che la scelta di lui come capitano potrebbe benissimo starci.