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Quando l’austerity paga…

La politica che Galliani sta perseguendo, basata sull’austerity, sta dando i suoi frutti. Il Milan ha concluso la stagione con un fatturato commerciale di 82 milioni, compiendo un passo avanti del 18% rispetto all’annata precedente. Avanti così.

Il Fair Play moment scalpita, bisogna fare di tutto per entrare negli standards che la Uefa ha imposto. Per forza. Si mettano l’anima in pace e aprano gli occhi quei tifosi che pretendono un colpo estivo. Finché il bilancio non lo consentirà, il Milan varerà campagne acquisti mirate all’utile, lontane dai fasti di fine anni ottanta.

Ci si arrangerà con prestiti, comproprietà e parametri zero. Si opererà laddove la squadra mostrerà limiti, così come sta facendo Galliani sin d’ora, e si andrà a caccia dell’affare. Gli acquisti di Montolivo e Traoré, uniti al forte interesse per Kawashima, Acerbi, Boulahrouz e Mudingayi, insegnano.

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Che si rischi di incappare in stagioni da costars, non acquistando top players, è un dato di fatto. Ma preferiremmo forse azionare la macchina del tempo e tornare all’era Farina? No, meglio mettere apposto il bilancio ed affidarsi alla diplomazia del nostro amministratore delegato.

Tra le prime tre, così facendo, arriveremo di fisso. Garantito. Se poi Silvio decidesse di aprire il portafogli…