Calcioscommesse, Carobbio ritenuto credibile: ora Conte rischia davvero!

Calcioscommesse, Carobbio ritenuto credibile: ora Conte rischia davvero!


Paolo Ziliani, per Sportmediaset.it

Come butta, per l’allenatore della Juventus Antonio Conte, alla vigilia del processo-2 del calcioscommesse che lunedì 18 giugno ha chiuso il suo primo atto con le sentenze della Disciplinare? Sono successe cose che possono tranquillizzarlo? Oppure cose che devono allarmarlo? Per quanto incredibile possa sembrare, visto che Conte è l’allenatore della Juventus, la squadra campione d’Italia, e non un pinco pallo qualsiasi, non c’è nessuno – in televisione, sui giornali – che provi a dire qualcosa sulla sua (delicatissima) posizione. Conte è indagato per fatti successi un anno fa, quando allenava il Siena, e per la Procura di Cremona (che gli ha perquisito la casa) grava su di lui l’accusa, non leggera, di “associazione per delinquere”.

E insomma, va be’ che il meccanismo della negazione, in campo psicologico, è un classico, e quello della rimozione pure: ma fare finta di non vedere quel che sta succedendo, fingendo che non sia successo nulla, nel processo-scommesse chiusosi lunedì con le sentenze di primo grado, ci sembra sbagliato.

Come giustamente sottolinea oggi, martedì 19, “La Gazzetta dello Sport”, nel processo-1 del calcioscommesse chiusosi lunedì è successa una cosa importantissima: i due super-pentiti Gervasoni e Carobbio, implicati in decine di casi di partite combinate, sono stati ritenuti credibili dai giudici. E di conseguenza è stato ritenuto credibile l’impianto accusatorio di Palazzi, basato essenzialmente sulle confessioni dei due giocatori in questione. In virtù di questo convincimento, i giudici hanno comminato sanzioni durissime a carico della stragrande maggioranza dei tesserati e dei club coinvolti nel procedimento, più lievi a chi ha preferito scegliere la strada del patteggiamento.

Direte, che c’entra Conte? Risposta: Conte c’entra moltissimo perché ad accusarlo è proprio uno dei due super-pentiti ritenuti credibili dai giudici, e cioè Carobbio, suo giocatore ai tempi del Siena. Seguiteci. Per la combine della partita di Coppa Italia Chievo-Novara 2-2, nella quale vennero coinvolti giocatori del Novara anche di primo piano come il portiere Fontana e gli attaccanti Ventola e Bertani, le accuse del super-pentito Gervasoni sono state ritenute veritiere. E i giocatori di cui sopra sono stati duramente sanzionati: Fontana e Ventola sono stati squalificati, entrambi, per 3 anni e mezzo (in pratica la loro carriera è finita), mentre la posizione di Bertani, uno dei calciatori finiti in galera, è stata stralciata: sul suo conto il giudizio arriverà al termine del processo-2, quello che vedrà alla sbarra proprio Conte e il suo staff. Procedimento in cui si parlerà appunto di Novara-Siena del 30 aprile 2011, gara per cui – come racconta Carobbio – venne raggiunto tra i due club l’accordo per il pareggio.

Ma perché Conte deve preoccuparsi dopo le prime sentenze del processo-scommesse atto 1? Secondo noi per almeno quattro buoni motivi.

Punto 1, il suo accusatore, Carobbio, viene ritenuto dai giudici della Disciplinare credibile: se così non fosse, nel processo-1 ci sarebbero state assoluzioni a pioggia mentre invece sono arrivate solo condanne, alcune pesantissime. Difficile pensare che per le accuse sul conto di Conte, all’improvviso, Carobbio venga ritenuto inattendibile: sarebbe un colpo alla credibilità dell’intero lavoro svolto fin qui dalla Procura e alle sentenze emesse lunedì.

Punto 2, l’accusa che Carobbio muove al suo ex allenatore è un’accusa pesante: secondo Carobbio, Conte avrebbe detto ai giocatori, in sede di riunione tecnica (cui partecipavano allenatore, vice-allenatore, preparatore dei portieri e collaboratore tecnico), nei giorni precedenti Novara-Siena, di stare tranquilli perché col Novara c’era già l’accordo per il pareggio. Conte deve dunque difendersi dalla gravissima accusa di illecito, tra l’altro portato a termine e “consumato” (la partita finì 2-2, pari e scommessa over), e non semplicemente di omessa denuncia, reato che porterebbe a sanzioni più lievi. E per un illecito, specie se consumato, la sanzione è pesantissima e i 3 anni e mezzo inflitti a Ventola e Fontana del Novara – tanto per rimanere in tema – sono lì a dimostrarlo.

Punto 3, lo staff tecnico del Siena è sotto accusa anche per la combine di Albinoleffe-Siena 1-0 (fine campionato, Siena già promosso, Albinoleffe che deve salvarsi). Secondo Carobbio, alla fine di Siena-Albinoleffe partita d’andata (8 gennaio 2011) il vice di Conte, Stellini, avrebbe invitato Carobbio e Terzi del Siena ad accordarsi con i giocatori dell’Albinoleffe sulla partita di ritorno: nel senso che la vittoria sarebbe stata lasciata alla squadra in quel momento bisognosa di punti in classifica (in questo caso, capitò all’Albinoleffe). Carobbio parlò con Garlini, Terzi con Bombardini. E alla vigilia della partita, giocata il 29 maggio 2011, ci fu un incontro al Park Hotel dove alloggiava il Siena, a Stezzano (Bg), cui parteciparono i giocatori dell’Albinoleffe Sala, Passoni e il collaboratore tecnico Poloni: incontro nel quale venne raggiunta l’intesa perché il Siena perdesse la partita 1-0. Ebbene, a parte la precisa e dettagliata ricostruzione della combine fatta da Carobbio, va detto che Stellini, vice di Conte, interrogato dai magistrati, alla domanda: “Carobbio aveva o ha dei motivi per avercela con voi componenti dello staff tecnico?”, ha risposto di no. Possibile si sia inventato tutto, quindi? Così, per niente? Ed è credibile che mentre alcuni di questi tesserati hanno già patteggiato le loro pene (Passoni 1 anno e 2 mesi, Poloni 1 anno, Carobbio 1 anno e 8 mesi) si vada poi all’assoluzione “per non aver commesso il fatto” per l’intero staff tecnico del Siena? Beh, sarebbe quantomeno stupefacente.

Punto 4, Conte fin da subito ha scelto la strada dell’attacco ai giudici, che gli hanno perquisito la casa, lo accusano di associazione a delinquere e non tengono conto del suo passato di “specchiata onestà” (parole di Conte). Tattica quantomeno discutibile. Dev’essersene accorto il suo avvocato, De Renzis, che il 5 giugno – pochi giorni dopo la perquisizione – si è precipitato a Cremona e dopo aver incontrato i magistrati ha dichiarato: “C’è grande rispetto per il lavoro della Procura e una grande sintonia”. Non si era capito.

A questo punto, in attesa che inizi il processo-2, quello che farà più scalpore per la presenza sul banco degli accusati di Conte, Bonucci, Mauri, Milanetto e via dicendo, gli scenari – per quanto riguarda l’allenatore della Juve – sono tre.

Scenario 1. Carobbio si è inventato tutto e Conte vuole giustamente dimostrare la sua totale innocenza: quindi non patteggia e affronta il processo nella convinzione di uscirne immacolato.

Scenario 2. Carobbio ha detto la verità e Conte, per timore d’incorrere in sanzioni pesantissime, abbassa la cresta e patteggia una pena che potrebbe attestarsi attorno ai 15-18 mesi di squalifica.

Scenario 3. Carobbio ha detto la verità ma Conte non patteggia e affronta il giudizio della Disciplinare: il rischio, nel caso venga ritenuto colpevole, è che incorra in una squalifica per illecito assai pesante, di certo non inferiore ai 3 anni.

Morale della favola: qualcuno pensa sia forse il caso di parlarne? Non foss’altro per preparare i tifosi della Juventus al possibile stop che la giustizia sportiva potrebbe imporre all’allenatore dell’ultimo scudetto? Noi pensiamo di sì. Perché a Conte, naturalmente, auguriamo di uscire dalla vicenda a ciuffo alto. Ma di certo, viste le premesse, non ci meraviglieremmo se la stagione prossima, sulla panchina della Juventus, sedesse qualcun altro.
Magari Capello.




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