Cassano: "Vendere Thiago è un delitto, senza di lui non possiamo vincere"

Cassano: “Vendere Thiago è un delitto, senza di lui non possiamo vincere”


Due giorni dopo il convincente pareggio contro la Spagna e due giorni prima dell’incontro decisivo contro la Croazia, Antonio Cassano ha parlato in conferenza stampa. Quasi solo Nazionale, ma anche un po’ di Milan. Cedere il difensore più forte del mondo per il numero 10 azzurro non ha nessun senso: Thiago Silva rappresenta il 50% del Milan, darlo via è dura, lui è insostituibile. Io da ignorante non lo cederei mai, lo considero un delitto! Adesso però bisogna essere chiari con la gente: senza di lui non potremmo competere per vincere il campionato e la Champions League, al massimo riusciremo a qualificarci per l’Europa”.

Dichiarazioni vere, quelle che fotografano alla perfezione la realtà rossonera e l’umore del suo popolo, sconcertato dalla partenza del suo giocatore migliore. Una decisione che, se confermata, deluderebbe anche Cassano, che non nasconde qualche dubbio sul suo futuro: “Adesso il mio desiderio è quello di fare un buon Europeo, poi vedrò se rimanere al Milan o meno. Io la mia scelta ce l’ho in testa, ma non la dico. Sampdoria? Lì ho vissuto il miglior periodo della mia carriera, io ho un sogno che tengo per me. Ibra? Non lo sento da un mesetto, ma se si arrabbiasse per la cessione di Thiago Silva gli darei ragione“.

Ecco, invece, le dichiarazioni di Cassano sulla Nazionale azzurra: “Prima della Russia ci davano fra i favoriti, dopo la sconfitta invece ci avete massacrato con troppo pessimisimo. La cosa che mi dispiace di più di questa nostra avventura a Euro 2012 è l’assenza di Giuseppe Rossi che per noi era fondamentale. Balotelli? Mi ha detto che quella palla che si è fatto rubare da Sergio Ramos voleva passarla a me, io gli ho detto di spiegarlo ai giornalisti. Qui mi hanno detto che dovevo fargli da tutor: pensate come siamo messi… Di Natale? Lo chiamo “cecchino” perché quando ha la possibilità segna sempre. Chi preferisco dei due? Non ve lo dico, l’importante è che ci sono io. Sono sincero: non mi aspettavo di andare all’Europeo, quando sono stato male ho capito che si può morire in un secondo, essere qui oggi mi rende felice. Adesso mi sento al 70%, allenamento dopo allenamento cercherò di raggiungere il massimo. Prandelli? Ci chiede di attaccare il più possibile, ma in molte occasioni non è così semplice”.

E ancora: Gay in Nazionale? Ce ne sono? Spero di no, se ci fossero problemi loro. Casillias? Faccio raramente dei falli perché sono nato stanco, contro la Spagna gli ho dato un calcione e lui se l’è presa, ma fra ex compagni di squadra ci sta. Messi è il più forte giocatore della storia del calcio, per questo mi piace il Barcellona e mi è dispiaciuto che quest’anno il Real abbia vinto la Liga. Contro la Spagna è stata dura, abbiamo salvato il salvabile”.




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