SM ESCLUSIVO – Serafini: "Non arriveranno top player. Kakà? Pronto per la rivincita, Galliani ci lavora da tempo"

SM ESCLUSIVO – Serafini: “Non arriveranno top player. Kakà? Pronto per la rivincita, Galliani ci lavora da tempo”


Niente top player e un progetto che ancora si fatica a comprendere. Questa la fotografia che Luca Serafini, giornalista Mediaset, offre in esclusiva a Spaziomilan.it. “Se El Shaarawy diventa il nuovo Cristiano Ronaldo il Milan lo vende” ammette senza peli sulla lingua. La speranza, il sogno resta Kakà, un giocatore che, a suo parare, può ancora dare molto.

Per prima cosa un commento sulla notizia di ieri, ci si aspettava qualcuno dalla Francia (Yanga-Mbiwa, N’Koulou, ndr) poi è arrivato Zapata. Come valuti la trattativa? Vale la pena aver speso l’ultimo posto da extracomunitario per lui? 

“Ormai criticare sta diventando una cosa inutile. La linea guida è questa e non sono stupito dell’arrivo di Zapata. E’ un buon giocatore, abituato ad Udine a giocare in una difesa a 3 ma adattabile anche in una a 4 come quella rossonera. Non che abbia giocato nel Barcellona o nel Real ma nemmeno Yanga-Mbiwa ha giocato in top team. In ogni caso, qualunque giocatore dopo la coppia Thiago-Nesta sarebbe un ripiego. Se vendi il numero uno, bene che ti vada prendi il due. Sulla questione extracomunitario, Galliani è molto attento a queste cose e sono convinto che se ha fatto una scelta simile è perché sapeva di non poter raggiungere nessun giocatore extracomunitario. (Dzeko, Tevez, Damiao, ndr)”. 

La linea della società promossa da Berlusconi parla di un taglio alle spese folli e una squadra con un organico giovane, quindi niente top player. Ti sembra una prospettiva realizzabile oppure servirà l’aiuto di altri investitori per tornare a vincere?

Il discorso giovani mi sembra più dettato dal caso che dalla programmazione. L’offerta del PSG per Thiago Silva e Ibrahimovic ha imposto questa nuova linea che non era stata architettata. Un’indicazione in questo senso è anche l’intervista di Berlusconi rilasciata a Milan Channel solo sul finire di luglio. Certamente sui giovani si può investire: faccio l’esempio di Obgonna, Verratti o Destro. E’ vero, costano tanto ma in prospettiva il loro valore di mercato aumenterà e si potranno vendere a prezzi maggiorati. Se El Shaarawy nei prossimi anni diventa il nuovo Cristiano Ronaldo Berlusconi lo vende per fare cassa. Comunque io non vedo una politica precisa sui giovani. E’ vero, ci sono De Sciglio e lo stesso Faraone ma per il resto ci sono anche giocatori più avanti con l’età. Per quanto riguarda gli investitori, parola che considero errata perché in una squadra di calcio non si guadagna ma ci si perde, non credo siano disposti ad entrare con quote di minoranza. Sia russi che arabi non partecipano con le proprietà, semmai comprano e fanno da soli. Vero che Berlusconi, grazie alla sue attività extra calcio come quella editoriale o politica, ha più possibilità ma servirebbe uno stadio di proprietà per attirare più attenzione”.

Sul fronte Kakà, del quale si è parlato ieri nella cena tra Galliani e Perez, ci sono stati forse più passi indietro che avanti.

“Mio padre mi ha insegnato: “Piuttosto di niente meglio piuttosto”. Il trend è questo, i giocatori sono Zapata, Traorè, Constant, quindi Kakà sarebbe addirittura qualcosa in più. Personalmente lo stimo molto, l’anno scorso giocando poco e niente ha fatto 10 gol. Non ho dubbi sulla sua integrità fisica, lo conosco e so che se non sta bene è lui a dire a Galliani di non comprarlo. Se il Milan cerca lui da un anno e lui cerca il Milan è perché vuole la rivincita. Smentisco completamente il fatto che non voglia ridursi l’ingaggio, il brasiliano è pronto a tutto per tornare. Per quanto riguarda la trattativa con il Real non è semplice ma si sapeva. E’ vero, è costato quasi 70 milioni di euro al Madrid, ma Galliani su queste cifre ci ragione da un anno”.

Ieri si è parlato di un possibile scambio Cassano-Borriello, c’è qualcosa di vero?

“Ho parlato con il giocatore e il suo agente e non sanno nulla. Notizia senza fondamento, inoltre il rapporto con i tifosi ormai è irrimediabilmente compromesso. Sarebbe una situazione difficile e il suo ingaggio è troppo alto (4 milioni). Non sono convinto nemmeno delle parole di Sabatini, ottimo manager pessimo oratore. Galliani che fa chiamare un intermediario per offrire Cassano? Non credo sia uno scenario plausibile”.

Come hai visto in generale il Milan in queste amichevoli estive?

Sono partite piene di verità e mezze verità. Ci sono stati segnali positivi e altri negativi. Contro il Real Madrid, ad esempio, ho visto un buonissimo primo tempo dove il Milan ha chiuso sull’1-1. La differenza, netta, si è invece vista nella seconda frazione di gioco perché la squadra di Mou ha ricambi all’altezza dei titolari o comunque superiori alle seconde linee rossonere. Mi sembra di aver visto che Allegri e i giocatori si stiano adattando, nulla di pindarico. Si gioca senza trequartista con gli attaccanti posti all’esterno. Qualcosa che non convince a pieno c’è ma bisogna saper giudicare aldilà del risultato. In definitiva il Milan è questo, con i più forti soccombe ma dobbiamo renderci conto che ha perso, non solo Thiago e Ibra, ma anche otto importantissimi senatori”.

 

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