De Jong, il duro che non vede mai il rosso

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In Germania lo chiamavano tosaerba. Soprannome non troppo simpatico dovuto, soprattutto, a quella mossa di karate sferrata a Xavi Alonso nella finale del passato Mondiale. L’ex ct Van Marwijk per punizione lo tenne fuori per qualche partita di qualificazione agli Europei. Autunno 2010 entra durissimo su Ben Arfa provocando al giocatore la rottura di tibia e perone. Polemiche su polemiche che aumentano ancora di più quando, qualche mese dopo, in Olanda-Usa mette k.o un altro perone. Mancini lo perdona alludendo alla sfortuna. E non è il solo.

Nigel De Jong, come riporta oggi la Gazzetta dello Sport, non ha mai ricevuto un rosso diretto in una gara ufficiale. “O è bravo ad ammaliare gli arbitri, oppure non è tanto cattivo” commenta Alessandra Bocci. Insomma, lui, il duro che all’Ajax ricordano come il ragazzo sempre sorridente e volenteroso, fa della fisicità la sua arma migliore ma, anche quando la combina grossa, riesce a cavarsela con una punizione che non danneggia la squadra.

Allegri dunque può stare tranquillo, il cartellino giallo rimediato nei 30 minuti giocati contro il Bologna non fa suonare alcun allarme. In fondo anche Van Bommel era arrivato con la fama di “mangia gambe” poi, in poche partite, è riuscito a smentire le male lingue.

 

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