L'apporto dei 'nuovi' per un nuovo morale

L’apporto dei ‘nuovi’ per un nuovo morale


Dopo l’amaro esordio stagionale casalingo di domenica scorsa contro la Sampdoria, il Milan va a far visita al Bologna ed Allegri vara una squadra all’italiana. Infatti nell’undici di partenza, Boateng è l’unico straniero di una formazione che vede l’esordio dal 1′ di Acerbi al centro della difesa al fianco di Bonera, Capitan Ambrosini che si piazza davanti alla terza linea e Pazzini che fa coppia in avanti con El Shaarawy. Vanno inizialmente in panchina gli ultimi arrivati, De Jong, Bojan e Niang.  Pioli, invece, schiera i felsinei con il suo 3-5-1-1, che vede Diamanti agire dietro l’unica punta Acquafresca. Gilardino parte dalla panchina.

Pronti, via e Diamanti si prende la scena, illuminando e deliziando il pubblico con alcuni tocchi pregevoli, per il resto il Bologna si chiude bene e lascia fare ai rossoneri la partita. Nei primi 15′ Boateng inizia a farsi vedere fra le linee e a cercare la palla, guadagnando due punizioni e rendendosi pericoloso nella seconda al 14′. Agliardi manda in angolo. Al 16′ Milan in vantaggio. Boateng verticalizza per Pazzini che cade in area dopo una lunga trattenuta (reciproca per la verità) di Cherubin. Tagliavento non ha dubbi e fra le polemiche concede il penalty che lo stesso Pazzini trasforma, realizzando il primo gol con la sua nuova maglia. Dopo il vantaggio Diamanti continua a dar prova della sua classe e cerca di dare la scossa ai suoi, ma predica nel deserto. Alla mezz’ora esatta El Shaarawy perde una palla sanguinosa e lascia partire Taider che, dopo una grande giocata, sbaglia completamente il tiro. Ma il Bologna cresce ed il Diavolo è un po’ in affanno, con i centrocampisti costantemente in ritardo. Al 39′ fuori Montolivo per un problema  al retto femorale destro e debutto per De Jong. Un minuto dopo grossissima ingenuità di Nocerino che stende al limite dell’area Diamanti. Batte lo stesso fantasista toscano che non sbaglia. La prima frazione si chiude con una grande girata al volo su corner di Boateng, il migliore dei suoi, che termina al lato.

La ripresa comincia subito col brivido. Al 47′ Guarente entra in area con una facilità imbarazzante dopo un uno-due con Acquafresca e conclude a lato. La manovra dei rossoneri continua ad essere lenta e solo un’invenzione di El Shaarawy, che di tacco libera per il cross Antonini, riesce a far giungere la palla in area rossoblu, con Pazzini che non riesce ad approfittarne. Diamanti continua a fare il bello e cattivo tempo e a mettere palloni pericolosissimi in area rossonera, che i suoi non concretizzano. Al 60′ ecco l’ex Gilardino al posto di Acquafresca. La gara scorre via con le due squadre che a turno prendono in mano le redini del gioco, ma il Milan non riesce a cambiare marcia, se non con qualche accelerazione di Boateng. Al 67′ debutto rossonero per Bojan che prende il posto di un deludentissimo El Shaarawy. Il gioco del Milan resta involuto e con grossi problemi strutturali, ma poi accade quello che non ti aspetti. Al 76′ su un cross sporco di Antonini, Agliardi combina la frittata e non blocca una palla che era già sua. Pazzini si fa trovare pronto e scarica in rete, timbrando la sua doppietta personale e riportando in vantaggio i suoi. All’85’ ancora Pazzini, per una tripletta da sogno. De Sciglio sfonda sulla destra, la palla arriva a Nocerino che prova di piatto, devia il “Pazzo” di tacco che la mette dentro. Al 91′ terzo cambio e terzo debutto rossonero: entra il baby Niang ed esce l’eroe del match, Giampaolo Pazzini. La gara termina qui.

Un piccolo passo in avanti per Allegri, una vittoria che muove la classifica e tre punti d’oro che, soprattutto, fanno morale. Di certo i problemi non sono risolti, anzi. I tre gol sono arrivati, su tre episodi anche abbastanza fortunosi. La difesa lascia ancora molte perplessità, manca un vero leader ma la prima di Acerbi è stata confortante, come la prova di De Sciglio che continua a crescere. La fluidità del gioco non si è vista ed il centrocampo deve crescere, ma De Jong sembra già un veterano e, senza nemmeno un allenamento con i suoi nuovi compagni, è già un leader. Davanti molte note liete. Pazzini, al di là della tripletta, sa muoversi da punta vera e riesce a far salire la squadra. Boateng corre, si dà da fare e suona la carica. Male El Shaarawy, ma nel reparto offensivo le soluzioni sono e saranno tante. Una vittoria che per ora scaccia la crisi e le prime critiche, ma andare in questo modo alla sosta non può che far bene.

 




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