“Provocazione”: perché non provarlo al posto del Boa?

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La mano di Boateng preoccupa Allegri. Al rientro dalla sosta, contro l’Atalanta, può darsi che Kevin giochi con un tutore. Ma non si tratta di una certezza. Ecco allora che urge trovare una soluzione. Emanuelson, che ha giocato sulla trequarti gran parte delle gare della scorsa stagione, ha dimostrato di peccare in fisicità. Annovera nel suo repertorio dinamismo e rapidità, ma per imporsi in Italia, non basta.

Nessuno pensi che Max decida di cambiare modulo, passando dal 4-3-1-2 al 4-3-3. La cortina di ferro, che prevede la presenza di tre incontristi e di un trequartista che sappia inserirsi, ripiegare e interscambiarsi con un interno di centrocampo, è a oggi l’unico schema di gioco che sappia garantire equilibrio alla squadra. Perché non provare, nella posizione in cui è stabile Kevin Prince, Mathieu Flamini? Il cerbero di Marsiglia si distingue per aggressività e furore, tende a inserirsi con vigore nelle aree avversarie ed è in grado di  intimorire i portieri con conclusioni dalla distanza. L’ex mastino dell’Arsenal possiede resistenza e prestanza, nonostante difetti in disciplina tattica, riesce a farsi valere anche in interdizione ed è già stato impiegato da Wenger nella posizione da noi proposta.

Alle spalle degli attaccanti, dal momento che presenta le caratteristiche del trequartista moderno, Mathieu dispone delle carte in regola per dare una svolta alla sua carriera. Sebbene il tifoso medio storca il naso, Allegri deve prendere in considerazione questa soluzione, che può risolvere una volta per tutte il problema inerente il vice Boateng.

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