Tanta lentezza, poche idee, troppa paura

Un Milan che, non con poche difficoltà, si era rimesso in careggiata a Bologna, viene stoppato, nuovamente a San Siro, da un’Atalanta messa bene in campo, grintosa ed efficace. Ad affossare i rossoneri ci ha pensato Luca Cigarini al 64′ lasciato libero di sferrare un rasoterra preciso dal limite. Il resto è una cronaca di occasioni perse, deviazioni mancate, errori banali e tanti altri spaventi sulle ripartenze bergamasche.

Parte meglio la squadra di Allegri con Boateng che al minuto 8 si invola con prepotenza nell’area avversaria. Atterrato, il ghanese protesta senza successo, Orsato fa correre e l’Atalanta prende fiducia. Il primo campanello d’allarme suona al 20′ con il palo che viene colpito da Denis dopo il doppio errore Antonini-Acerbi. El Shaarawy davanti ed Emanuelson a sinistra sono i più vivi. Proprio il piccolo Faraone prova a dare la sveglia con un tiro al volo che è facile preda di Consigli. Nella ripresa arriva la doccia fredda targata Cigarini e il Milan non si rialza più. Pazzini e Nocerino sprecano, Bojan, entrato per El Shaarawy, e Boateng non pungono praticamente mai.

San Siro ammutolito, Allegri e giocatori subito nel tunnel degli spogliatoi, Galliani scuro in volto. Due sconfitte su tre partite, con squadre di certo non irresistibili, già si può parlare di crisi e la panchina trema.

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