D'ora in poi, solo Top Player fatti "in casa". Ok, ma chi?

D’ora in poi, solo Top Player fatti “in casa”. Ok, ma chi?


Problemi economici, stadi non di proprietà, il Fair play finanziario che avanza e, perché no, una batosta economica subita dalla Fininvest con il Lodo Mondadori, costituiscono tutte componenti determinanti nel cambio di rotta imposto e impostato da via Turati. Spazio ai giovani. Piaccia o non piaccia, le cose stanno così. Lo ha detto a più riprese Adriano Galliani, anche al bimbo che a Forte dei Marmi gli chiedeva un campione: “I top player non si comprano più, si creano in casa”, la pronta risposta, giusto per chiarire anche alle nuove generazioni, che il nuovo Milan è questo. Il club rossonero, così come è stato costruito, ha tutto da guadagnare. Diciamocelo: i giovani in rosa sono molto interessanti, la base è nuova, e con una buona dose di bravura Allegri potrà crearsi in casa il campione di domani. Ma chi?

Il giocatore che potrebbe stupire maggiormente, per caratteristiche e una spiccata personalità che lo contraddistingue, è Francesco Acerbi. Tenuto nell’ombra della panchina nelle ultime uscite estive e nella prima partita di campionato, è il giocatore che ha più impressionato nella trasferta di Bologna. Interventi puliti e tempestivi, associati a un’ordinata posizione in campo per tutto l’incontro. Un’ottima prestazione che ha riportato Acerbi sul trampolino della ribalta: starà a lui, ora, centrare la perfetta esecuzione del tuffo.

Dalla difesa all’attacco, una coppia di giovani rampanti è quella formata da El Shaarawy e Bojan Krkic. Il primo, sta esplodendo nell’Under 21 di Mangia (3 gol nelle ultime due partite), dopo una stagione iniziata nel ruolo di protagonista con la maglia del Milan. Il secondo, ex bimbo prodigio ai tempi del Barca, ha ora l’occasione della vita per dimostrare di essere il fenomeno di cui tanto si è parlato (si narra dei suoi 1000 gol siglati nella cantera blaugrana), e consacrarsi così definitivamente a livelli assoluti. Allegri lo stima, lo spazio per affermarsi non gli mancherà.

Inutile spendere ulteriori elogi per Mattia De Sciglio, già paragonato a Tassotti, confermatosi in costante crescita dopo aver beneficiato dell’assenza di Abate sulla corsia di destra. Ora che il biondo terzino tornerà al suo posto, chissà che Allegri non provi l’esperimento di spostare De Sciglio a sinistra. Questo ragazzo ha doti tali da poter diventare il terzino titolare sin da subito. A destra o a sinistra, si vedrà.

Dulcis in fundo, il campione, il trascinatore, l’uomo che può far fare il salto di qualità al Milan di oggi è Kevin Prince Boateng. Una partenza con il freno a mano tirato, non è sufficiente a cancellare le prodezze ammirate dal mondo nel 2 a 3 casalingo con il Barca, la scorsa stagione. Giusto per fare un esempio. Boateng ha dimostrato di avere doti fuori dal comune e, a Bologna, è apparso in netta crescita dal punto di vista della forma. Questa sarà la stagione della sua consacrazione, con il palcoscenico privo dei protagonisti del passato (Ibra e Thiago), il Boa potrà diventare la star assoluta.

Twitter: @riccardo_vetere




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