Dove sei finito?

Il derby della nuda e cruda realtà, che sbatte in faccia a tutti una classifica che conta soli 7 punti racimolati e già 12 di ritardo dalla vetta, ha portato alla luce altri mali da curare. Il primo nodo da sciogliere, che balza subito all’occhio, è sicuramente l’irriconoscibile Kevin Prince Boateng. Il trequartista si è mostrato al mondo, nella serata più buia, ancor più depauperato di ogni consistenza e forza. Il Boa che iniettava veleno agli avversari, si è tramutato in un docile agnellino che pasce docile l’erba semi-sintetica di San Siro.

Proprio nel derby è andata in scena la fiera del “ciapa no”: non un’invenzione, non un tiro degno di nota, nessuna azione rilevante in cui Prince fosse coinvolto. L’assenza del compagno di reparto trasferitosi all’ombra della Torre Eiffel, sembra pesare come un macigno sulle spalle del ghanese, zavorrato da un passato recente, bello, ma sicuramente superato. Sembra patire la nostalgia dei tempi che furono, il Boa.

Ma non può essere tutta qui la causa di un’involuzione che neanche i Pokemon sarebbero in grado di realizzare. La scusante della fasciatura alla mano, non può essere credibile per giustificare questa trasmutazione in negativo: se le gambe non girano e i piedi non inventano, il motivo deve essere cercato altrove.

Scacciare i fantasmi da casa Boateng spetterà ora ad Allegri, chiamato ad indossare con urgenza tutina e zainetto da Ghostbuster, per riuscirci. Intanto, alla mancanza di vittorie in campionato, alla sterilità sotto porta, alla sindrome da cross e agli svarioni tutti personali di Abbiati, si aggiunge l’urgenza di recuperare uno dei giocatori più determinanti dell’anno dello scudetto. Occorre fare presto.

TWITTER: @riccardo_vetere

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