Esonerato a parole 7 mesi fa, col Genoa la “passerella finale”. Max, ti ha tradito la tua normalità. Ma la bacheca rimane

“Caro Max,

sono convinto che tu sia un buon allenatore, non un fenomeno. Nemmeno lo sciocco che molti non perdono mai l’occasione di sostenere, l’autore di tutti i mali rossoneri. Non scherziamo.

Questa è la mia doverosa e personale opinione che difendo. Mi sono illuso il primo anno, dove tu, insieme con il Milan, hai vinto due titoli: campionato e Supercoppa italiana. Sì, ti rinfacceranno che con quei giocatori quel campionato non potevi che vincerlo, anzi che quasi hai rischiato di perderlo. Io però mi ricordo puntigliosamente quel derby, quel 3 a 0, quel dominio, quella vittoria dello scudetto. C’eri tu in panchina, nessun altro, e Ibra, l’uomo che ti ha salvato per due anni, così dicono, era squalificato e nemmeno in campo. Sempre quell’anno hai indovinato il Boateng trequartista e il centrocampo muscolare, due mosse esclusivamente “made in Allegri” che sono state fondamentali per arrivare a maggio con la maglia “AC Milan is all in” per la 18esima volta. Ma nel calcio non ci si ferma mai e le stagioni passano.

L’anno scorso gli infortuni ti hanno dato contro e la Juventus filo da torcere, non te lo aspettavi e hai perso, sempre insieme al Milan, punti preziosi ed un titolo assolutamente alla portata. Da lì sono cominciati i problemi. Ma, non nascondiamolo, al Presidente Berlusconi non sei mai piaciuto fino in fondo, perché l’unica volta che ti ha criticato apertamente lo ha fatto dopo lo 0-0 (miracoloso) a San Siro contro il Barcellona nell’andata dei quarti di finale di Champions League. Quale occasione sbagliata… Ti esonerò a parole 7 mesi fa. Comunque non sei mai stato troppo flessibile ai cambiamenti, di gioco e giocatori, ci sei sempre arrivato dopo e a fatica. Non ho nemmeno apprezzato la tua insistenza, frenetica, nel dare il via libera alle cessioni dei senatori, ritengo questi addii “alla leggera” un tremendo autogol. Ma senza Ibrahimovic e Thiago Silva la mazzata te l’ha data la società.

Galliani ti ha sempre difeso e sostenuto, convincendo anche chi non credeva in te a prescindere, ma adesso è impossibile non prendere delle decisioni sfavorevoli. Contro il Genoa ti giochi tutto, ma la ritengo più una “passerella finale”: è questione di pochissimo tempo. Quest’anno di errori ne hai fatti tanti: cambi di moduli improvvisi, ripetute sostituzioni sbagliate, giocatori fuori condizione (Boateng ed Abate, per esempio) sempre in campo e nessuno spiraglio di carica agonistica davanti alle telecamere. Mai una scossa. Sei andato nel pallone e non hai tutti i torti, ma il calcio, soprattutto quello degli allenatori, ripeto, non si ferma mai (sarà contento Inzaghi…).

Non mi sei mai stato antipatico, solo un po’ troppo confuso e rinunciatario, specie negli ultimi tempi. Hai pagato la tua normalità che sicuramente potrà giovare a tante altre squadre. La bacheca GRAZIE a te, rispetto a tre anni fa, è ancora più colma di trofei e questo non lo toglierà nessuno”.

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