Ricordiamoci il 1982…

L. Ferrato – BBC

Ho abbastanza anni per ricordare cosa successe nella stagione 1981/82. Si diceva in quel periodo: come fa a retrocedere una squadra che ha giocatori come Collovati, Franco Baresi, Antonelli, Novellino, Buriani e Maldera? E invece alla fine quella squadra retrocesse in un triste e assolato pomeriggio a Cesena, quando non bastò una rimonta completata da un gol stellare, “maradoniano”, da parte di Antonelli.

Faccio riferimento a quella squadra, perché la partenza del Milan è stata identica a quella stagione (all’epoca c’erano i due punti per vittoria, ma se applichiamo il regolamento dei tre punti odierno, la partenza è assolutamente uguale a quell’infausto anno).  Quindi, prendiamo atto della realtà, che ci dice di un Milan al terzultimo posto della classifica, alla pari di squadre come il Chievo, il Pescara e il Bologna, e con alle spalle solo il Palermo e il penalizzato Siena. Bisogna prendere atto della realtà prima che sia troppo tardi, prima di trovarsi in questa situazione a Natale, quando tutto sarà più complicato e la situazione da difficile potrebbe diventare drammatica. Dalla prossima partita con il Genoa meglio quindi guardarsi alle spalle e lasciare perdere avversari che al momento si trovano 15 o 11 punti davanti ai rossoneri.

Dopo otto giornate sembra già arrivato il momento di cercare i colpevoli, anche se è presto, se c’è tutta una stagione ancora da giocare, ma la sensazione di aver comunque già compromesso tutto c’è.

Colpe che forse vanno in minima parte ai giocatori, che anche contro la Lazio hanno dimostrato tutta la loro pochezza, non  facendo mancare però l’impegno, a parte qualcuno che in campo passeggia alla stessa velocità come di solito si passeggia sottobraccio alla fidanzata in Corso Vittorio Emanuele. Colpe maggiori forse a un allenatore che non riesce a motivare i giocatori, che tatticamente ha sbagliato molto nel primo tempo di Roma e che forse finge di non rendersi conto della drammaticità del momento. Però tatticamente Allegri non può fare miracoli. E’ passato dal 4-3-1-2 al 4-2-3-1, pronto ancora a tornare al rombo con la Lazio, per poi naufragare in un mare di equivoci e incomprensioni tattiche.

Colpe ancora maggiori però della società, colpevole di aver smantellato una squadra in una sola stagione, con l’aggravante di non aver mai parlato chiaro con i propri tifosi. E poi diciamolo, dov’è finito Acerbi che nelle intenzioni sarebbe dovuto diventare il “nuovo Nesta” (lo ammetto, anche i tasti del computer hanno avuto difficoltà a scriverlo). E Traorè? Constant? Non dovevano essere “funzionali al progetto”? Perché acquistare Bojan e poi rendersi conto che non si adatta a nessun progetto tattico? Per non parlare di quei 7 milioni all’Inter più Cassano per Pazzini…

Il risultato di Roma potrebbe ingannare. La partita infatti si era già conclusa dopo il terzo gol di Klose, quando il rombo di centrocampo disegnato da Allegri è definitivamente esploso, e neanche gli innesti di Emanuelson e del redivivo Pato hanno potuto fare granchè. A dir la verità, il passaggio al 4-4-2 (diventato poi 4-2-4 con l’ingresso di Bojan alla fine) qualche miglioramento l’ha portato. Emanuelson è riuscito ad allargare il gioco, a fare quei cross per Pazzini e Pato che nel primo tempo non si erano mai visti. El Shaarawy è stato decisamente più pericoloso e anche De Jong è sembrato verticalizzare il gioco in qualche occasione, a differenza del primo tempo, dove il passaggio orizzontale verso il compagno più vicino, è rimasta la sua prerogativa principale.

Ora però che fare? Ok, c’è la trasferta a Malaga e, in caso di non-sconfitta, la possibilità di passare il turno in Champions e non perdere 40 milioni potenziali dal passaggio del turno con relativi premi, ma con che spirito si affronterà il Genoa? Mi sembra che la partita più importante a questo punto diventi quella di sabato. Il Milan, in quanto Milan, deve uscire al più presto da questa situazione, ad oggi la classifica fa male a tutti i tifosi, che faticano solo a intravederla sui giornali sportivi.

Io continuo a sentir dire: questo Milan non sarà di certo invischiato nella lotta per la salvezza, in fondo ha nazionali come Montolivo, Abate, El Shaarawy, De Jong, Pato e Robinho. La classifica però, AL MOMENTO,  dice un’altra cosa e nel giorno della Befana non vorremmo vedere un Milan che affronta il Siena a San Siro in uno scontro diretto…

TWITTER: @lucaferrato

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