Tra errori e confusione, si salvano solo il risultato e il Faraone

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No El Shaarawy, no party. Nell’anticipo della 9^ giornata di Serie A a San Siro va in scena la sagra degli errori tra Milan e Genoa, due squadre in balìa di loro stesse. A decidere il match è sempre e solo lui, quello Stephan El Shaarawy che al ’90 si stende in mezzo al campo coi i crampi. Stanco, esausto, dopo una partita che onora quella maglia che porta sulle spalle. Il match è un monologo rossonero contro il fortino genoano, che dal primo minuto si chiude nella propria area e prova a ripartire in contropiede senza mai impensierire Amelia. Milan che scavalca così il Genoa in classifica, fermo a quota 9, con 11 punti.

La gara inizia subito col piede sbagliato per i rossoneri: sono infatti due errori in disimpegno di Zapata a creare i primi pericoli per la porta di Amelia, che deve subito correre ai ripari. La partita non decolla, il Milan con davanti la coppia El Shaarawy-Pato, supportato dagli inserimenti di Emanuelson, non riesce ad incidere. De Jong in mezzo al campo cade in errori elementari, sintomo dello stato che sta attraversando tutto il Milan. E la conferma del momento particolare della squadra si ha al 22′, quando su una combinazione Jankovic-Bertolacci al limite dell’area è proprio il Farane ha dover intervenire a sistemare la situazione. Un attaccante che torna a ripiegare in fase difensiva, San Siro rimane a bocca aperta. Le palle gol scarseggiano: ci prova Yepes su schema da calcio d’angolo, palla alta; De Jong dal limite, tiro respinto. Il primo tempo si conclude con il cambio forzato di Antonini (stiramento flessore gamba sinistra) con Constant.

La ripresa parte con un’accelerazione di Pato, che semina il panico in area rosso-blù prima di crossare in mezzo una palla che chiede solo di essere buttata in porta: nessuno è pronto e il pallone sfila inesorabilmente davanti a Frey. A metà della ripresa De Jong chiede un rigore per un contatto dubbio in area, l’arbitro lascia giustamente correre. Il Milan spinge, si alzano i ritmi della gara e Allegri si gioca la carte Pazzini per un propositivo ma incocludente Pato, atteso da esami più importanti per testare il vero recupero. Al 77′ l’azione che decide la partita: buona sgroppata di Abate sulla destra, partito sul filo del fuorigioco, palla in mezzo per Pazzini che manca la devizione. Sul secondo palo è appostato il Faraone che mette in rete il suo 6^ gol stagionale. Il Genoa non riesce a rispondere e il Milan addormenta la partita sino alla fine, con il fischio finale di Mazzoleni che sa di liberazione.

Tre punti d’oro per un Milan ancora in costruzione: si salvano il risultato e la prestazione di un 20enne dalla grinta di un senatore. Bocciato senza giustificazione De Jong, autore di una prova da mani nei capelli. Allegri dopo tante ultime spiaggie tira un sospiro di sollievo: la panchina è ancora bella salda.

Twitter: @SBasil_10

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