Anderlecht: insidia Mbokani, tatticismi da rivedere

Anderlecht: insidia Mbokani, tatticismi da rivedere


L’Anderlecht, in serie positiva da cinque turni e in testa alla classifica del campionato belga, è in grado di metterci in difficoltà. Fulcro del gioco della squadra di John van den Brom è Lucas Biglia, in grado di abbinare senso del gioco, tecnica di base e dinamismo, nonché di architettare azioni. Delle invenzioni del regista argentino, usufruiscono corridori del calibro di Praet, Bruno e Jovanovic, esterno dal vizio del gol e che è solito inserirsi con regolarità, e la punta di diamante della squadra: Mbokani, centravanti che si distingue per potenza e abilità nel fare salire la squadra.

Filosofia di gioco: l’Anderlecht si schiererà con un 4-2-3-1 snodabile in un 4-5-1, nella fase di non possesso. La metterà sull’intensità e sull’aggressività. Gli esterni alti correranno alla follia, alternando azioni personali a inserimenti e a cross per Mbokani, che verrà servito anche per vie centrali, tramite verticalizzazioni. Gli uomini di fascia, però, non rinunceranno a ripiegare con regolarità. In merito, faranno densità in mezzo al campo, unendosi ai centrocampisti arretrati. I terzini baderanno in prevalenza alla fase di copertura. Sta di fatto che gli uomini di John van den Brom, giocando in casa, tenderanno a giocarsela. Si chiuderanno in apertura, ma con il passare del tempo, si alzeranno e proveranno ad attaccare con continuità.

Lacune: uno dei punti debole dell’Anderlecht è la difesa. In mezzo, la coppia titolare è formata da Kouiaté e Nuytinck, che eccellono in forza fisica ma peccano nella comprensione dello sviluppo dell’azione e in mobilità. E quando gli esterni bassi proveranno a sovrapporsi, la squadra si sbottonerà. Anche perché il centrocampo, composto da due elementi non brillanti in fase di rottura, non presenta garanzie dal punto di vista della fisicità, della resistenza e dell’interdizione. Ecco allora che, abbassando sul lungo andare il ritmo i fantasisti, la compagine di van den Brom rischierà di concedere spazi e occasioni. E il portiere, Proto, non costituisce una saracinesca: è già capitato che incappasse in cali di concentrazione.

Come batterli: a questo punto, avendo Berlusconi vietato la difesa a tre, Allegri avrà per lo meno il compito di affidarsi a un 4-3-3 atipico e che non dia punti di riferimento. Bisognerà vincere lo scontro a centrocampo, dato che lì in mezzo saremo di norma in superiorità numerica, riproponendo la linea mediana vista a Napoli. E come in occasione della sfida del San Paolo, il mister sarà chiamato ad accantonare Pato ed Emanuelson, per dare fiducia a un attacco che garantisca mobilità e supporti con regolarità gli incontristi. Dovremo evitare di sbilanciarci, per motivi di equilibrio e solidità, e ripartire con determinazione e rapidità. L’Anderlecht non sa fare la partita. Giocando noi corti, prima o dopo, avremo la meglio e potremo portarla a casa. Ma serviranno accortezza, onde evitare errori dei singoli, e cognizione di causa.




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