L’Aquilani d’autunno è un rimpianto rossonero

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Solo 23 presenze, solo una rete. E riscatto, palesemente non voluto dal Milan, non fu. Si è chiusa senza quasi mai cominciare l’avventura rossonera del buon Aquilani dell’anno scorso, arrivato con buoni propositi e autore di una convincente prima parte di stagione, salvo poi (ri)cadere nei consueti problemi muscolari che in parallelo ne hanno abbassato il rendimento.

La prima impressione è quella che conta, si dice, ma quella finale è ancor più decisiva.

Così a fine anno, pieni di addii dolorosi e “cessioni in prospettiva”, Galliani e Allegri, ricordando solo i mesi bui di Aquilani, non hanno dato il via libera al riscatto del centrocampista viola dal Liverpool. Poi la nuova e odierna rinascita nella Fiorentina che al Milan di sicuro non sta piacendo troppo. 6 presenze, 3 reti: la media di un attaccante. Cessione frettolosa? Probabilmente sì, ma non è detto.

Perché l’Aquilani d’autunno insegna ad andarci calmi in quanto, come detto, il Principino romano, fin dai tempi della Juventus, ha sempre cominciato a tutto gas, per poi calare notevolmente nelle prestazioni. Ma alla Fiorentina i numeri parlano chiaro e un Aquilani così non si era mai visto. Un piccolo riscatto per un grande giocatore si poteva anche esercitare, considerato il centrocampo incompleto rossonero e l’intelligenza dell’operazione di mercato in sé. “Consoliamoci” ad osservarlo da lontano…

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