Nocerino: “Se sto in panchina non miglioro! Troppe critiche sul Milan”

Un piccolo viaggio nel grande mondo di Antonio Nocerino, che in macchina verso Monza (“non la conoscevo, un bel posto”) e in compagnia dei colleghi/amici di Milan Channel ha raccontato con semplicità, franchezza ed ironia dal Noce, non senza qualche frase di rilievo.

Ho pochi amici nel calcio – annuncia a sorpresa Nocerino –, mi confido solo con la famiglia e i miei cognati. I miei più cari amici da quando sono al Milan sono Aquilani e Darmian. Con il primo c’era un buon rapporto anche tra le nostre mogli, con il secondo sono stato anche ai tempi del Palermo e mi vedevo praticamente sempre”.

Sul Milan e Milanello il numero 8 rossonero non ha dubbi, così come sul suo ex compagno Ibrahimovic: Faccio più di 100 chilometri ogni giorno, tra andata e ritorno, per venire a Milanello. Milano mi piace, la prima cosa che ho visto è il Duomo, un monumento stupendo dell’Italia. Ho seguito la presentazione di Ibra a Parigi sotto la Tour Eiffel, ma sono sicuro che qui a Milano non gli è mai mancato niente. E’ un vincente come Nedved, con un carattere forte ma nel privato non è assolutamente la persone che si dice, anzi è un buono: ha una moglie e due figli splendidi. Il Milan è una famiglia, qui sto benissimo perché devo solo pensare a giocare. Non sono sorpreso dalle parole di Ibra sul possibile ritorno al Milan, è normale che gli manca perché i rossoneri hanno sempre fascino”.

Nocerino poi si “scompone” per sorridere parlando del Faraone El Shaarawy: “Dopo tanti anni è normale che tanti senatori siano partiti, ma l’importante è che il Milan e Milanello rimangano. Con Robinho non sono mai andato in macchina insieme, mi è andata bene… Ho provato invece con Bonera e Amelia che sono persone più tranquille. El Shaarawy? Non me lo immagino con la patente, mi viene da ridere. Lo vedo ancora un po’ inesperto e inadatto in questo grande ambiente rossonero. Quando prenderà la macchina faranno i muri di gomma (ride, ndr).

La sua auto si ferma sul presente: “E’ un momento difficile, ma la fortuna bisogna andarsela a prendere. Le critiche nei nostri sono state eccessive, sono cambiate nel corso di pochissimo tempo”. Ma ecco la velata polemica per le troppe panchina “conquistate” durante questa stagione: Se non gioco non posso migliorare, l’allenamento non basta. Un giovane ha sempre bisogno di giocare, io che sono ambizioso non posso essere contento della panchina”.

Infine, un grande elogio a Zeman: “La Serie B è un campionato difficilissimo, non finiva mai… Ma per me è stata una gavetta unica, non rinnego nessun posto in cui sono stato. Zeman è eccezionale, per lui c’era solo lavoro, lavoro, lavoro. Lui diceva sempre che ‘la fatica si combatte combattendo’” .

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