Otto mesi dopo Catania, Moratti come Galliani: questione di stile

Gridarono allo scandalo. Quando il Milan in quel lontano, lontanissimo, 31 marzo 2012 pubblicò sul proprio sito ufficiale la foto del fermoimmagine della palla che aveva superato la riga nella partita contro il Catania, ci voltarono tutti le spalle e ci derisero. Ma otto mesi dopo quella partita, tutti i nodi sono venuti al pettine, soprattutto dall’altra sponda del Naviglio: l’Inter dopo il sacrosanto rigore richiesto contro il Cagliari, si cela dietro un assordante silenzio stampa pubblicando sul proprio sito la foto del fermoimmagine del fallo su Ranocchia alla scadere.

Le parole di Moratti nel post-partita hanno alzato l’ennesimo polverone di un campionato nato male ancora prima di partire, con le infinite polemiche post finale Supercoppa Italiana. Il Milan prova a tirarsi fuori dalle polemiche ma in Italia funziona così: se non parli, i giornali fanno finta di non sentirti e non parlano di te. La popolarità cala e l’attenzione si sposta su altri problemi, i tanti del calcio italiano. Così torni a parlare e ad alzare la voce, ma sai che non serve a nulla. L’Inter tira in ballo la Juventus, che risponde con un roboante “NO COMMENT” sul proprio sito: oramai è così, le conferenze stampe e le news si danno sia internet. Da Torino non ne vogliono sapere, linea dura contro chi solo allude a Calciopoli: Milano annuisce e nel frattempo studia la prossima contromossa.

Un triangolo pericoloso quello che si sta creando tra le tre grandi signore del calcio italiano, che a furia di beccarsi e stuzzicarsi sul web stanno tralasciano il dettaglio più importante: il campo. Ma il vero tifoso si vede anche in questi momenti, come quello rossonero che condannò la propria squadra per fotomontaggi e fermimmagine da altre società. Questione di stile, tutto qui.

Twitter: @SBasil_10

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