Diavolo vs Maya: più forti delle profezie per chiudere in bellezza

Diavolo vs Maya: più forti delle profezie per chiudere in bellezza

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M. Marceddu – Eurosport

Questo weekend, l’ultimo calcistico dell’anno, dovremo affrontare un avversario in più. Per chiudere l’anno all’Olimpico il Milan dovrà prima sfatare la profezia Maya. Solo eludendo il triste presagio della fine del mondo proprio nella giornata odierna il Diavolo potrà tentare di chiudere l’anno con una prestazione degna del ruolino di marcia mantenuto nelle ultime apparizioni. Un avversario in più che non preoccupa un Milan ridimensionato, ri-forgiato dopo le cessioni illustri, assestato da Mister Allegri, che ha rimescolato con buon esito le carte rimaste a disposizione nel mazzo rossonero.

Certo, chiudere la storia del calcio col titolo di “Club più titolato al mondo” non sarebbe cosa poi così malvagia. Ma il Diavolo non vuole saperne di smettere di emozionarsi ed emozionare, dunque promette di tornare grande, ed è più che lecito aspettarsi dai ragazzi una prestazione all’altezza dello standard che ci ha portato a vincere sei degli ultimi sette incontri ufficiali tra Serie A, Coppa Italia e Champions. L’unica sconfitta è arrivata nell’inutile gara con lo Zenit, ma non ha rovinato più di tanto lo smalto di questa squadra che non è certamente al top ma vince con continuità e con convinzione.

Ghiotta la possibilità di chiudere con il quinto successo consecutivo in campionato (non succede dal novembre 2011) e di superare la prolifica Roma di Zeman che domenica scorsa per la prima volta dopo 17 gare non è andata a segno. Il Milan è la vittima preferita dei giallorossi e a Roma non è mai facile, ma forse rimane ancora vivo quel dolce ricordo della gara che nel maggio 2011 assegnò matematicamente il 18° scudetto alla prima annata sotto l’egida di Allegri.

Il 2012 è stato l’anno dello scudetto perso per via della rimonta bianconera, l’anno dello smantellamento, della perdita di Thiago e Ibra, del ridimensionamento delle aspettative e degli obiettivi a breve termine. Ma è stato anche l’anno della consacrazione di El Shaarawy, l’anno zero del Milan che verrà. Vincere sarà il perfetto addio al passato e il miglior benvenuto al 2013.

Twitter: @MersMayer

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