Il Diavolo corre, lui non più… Urby da inamovibile a riserva: come mai?

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Fino a tre o quattro partite fa, nel Milan triste e depresso che navigava nelle brutte ed agitate acque della bassissima classifica, uno dei più presenti e dei pochi positivi era stato senza ombra di dubbio Urby Emanuelson. Da esterno offensivo, da trequartista, a volte anche a centrocampo, nel 4-2-3-1 o nel 4-3-3, l’olandese è stato quasi sempre in campo e quasi sempre dal primo minuto. Allegri ha sempre riposto grande fiducia in lui e, fra la scorsa stagione e l’inizio di questa, lo ha sempre trattato come uno dei suoi fedelissimi.

Ma, da quando il Milan ha cominciato per davvero a correre (Anderlecht, Juve e Catania), lui dall’inizio non c’è mai stato e, solo in un’occasione, è entrato a partita in corso, tra l’altro da terzino sinistro. Davvero poco in campo e poco utilizzato nelle recenti uscite, anche se il modulo paradossalmente è diventato più adatto alle sue caratteristiche. Infatti, il 4-3-3 con il ‘falso nueve’ potrebbe esaltare al meglio le sue caratteristiche da esterno puro, la sua velocità, la sua facilità di saltare l’uomo e il suo continuo svariare senza dare punti di riferimento.

Insomma, lo spazio ci sarebbe pure, ma lui al momento non ce l’ha. Stando ai fatti sembra essere diventato a tutti gli effetti una riserva. D’altronde, se El Shaarawy non si tocca (e ci mancherebbe altro), se Boateng per Allegri è insostituibile e lo è stato anche quando non era in forma immaginiamoci ora che sta decisamente crescendo, l’ultimo spiraglio per una maglia da titolare si potrebbe trovare nella posizione attualmente occupata da Robinho. Ma, se prima Ema e Bojan giocavano molto di più ed erano diventate pedine importanti nello scacchiere tattico del tecnico livornese, col ritorno del brasiliano l’altra casella è stata occupata. Tutti noi sappiamo quanto Max creda in Robinho, quindi per Urby non resta che sperare che nelle prossime due gare con Boateng squalificato, ci sia un posto al sole nel tridente del Diavolo.