Vendere Ibra per questo El Shaarawy? Ne valeva la pena!

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D. Mariani – Vicedirettore SpazioMilan.it

Fermandomi a pensare con freddezza all’enorme spettacolo che fin qui è riuscito a mettere in scena, e siamo solo a dicembre, lo ammetto, mi vengono i brividi. Scrivendolo, poi, questa sensazione viene confermata. Ma sono felice, perché sono, siamo, di fronte ad un campione vero. Infallibile sotto porta, pronto al sacrificio e amante della fatica, semplice a parole e difficile nelle giocate senza sbagliare un colpo. E’ il talento italiano del momento, come non se ne vedevano da tempo, uno dei giovani più promettenti del mondo. Questo è El Shaarawy.

Un patrimonio del Milan, geniale a prelevarlo in anticipo affrettando i tempi, bruciando le tappe ma avendo ragione. Un acquisto che comunque, non dimetichiamocelo, è costato quasi 20 milioni di euro: i fuoriclasse, che giochino a Padova o al Real Madrid, che abbiano 18 o 30 anni, costano caro. 12 gol in campionato, 18 in stagione. Non sono numeri qualsiasi, non sono numeri normali. El Shaarawy sta crescendo a dismisura, come la sua cresta che (non) piace tanto al Presidente Berlusconi, ed è pazzesco dover ammettere che può e deve ancora migliorare, che il Faraone di oggi non è ancora al 100% del potenziale che potrà esprimere nel tempo. E’ “bastato” vendere Ibrahimovic in estate per rendercene conto.

Non scherziamo, con quell’Ibra questo Milan sarebbe godrebbe di una classifica migliore e di una stagione meno problematica, perché oscurata dal fattore Zlatan, più ingombrante, più completo, più costoso del 92 rossonero. Ma nemmeno il primo Ibra al Milan non regge il confronto con El Shaarawy: in campionato, 8 gol contro 12. Chi è davvero il mostro dei due? Addirittura nemmeno Shevchenko all’epoca era così lucido, spietato e al servizio della squadra. Un traguardo dopo l’altro, da un campione all’altro: El Shaarawy da incorniciare.

Prima dell’estate nessuno avrebbe scommesso nella partenza di Ibra e nell’esplosione di Stephan, dopo l’estate il confronto non solo s’ha da fare, ma secondo me pende a favore del secondo. E non conto il solo e maledetto lato economico. Vederlo correre dribblare e segnare così in campo, lo rende speciale e soprattutto legittima tutto quello che al momento sta facendo che è assolutamente meritato. Nonostante sia anche troppo. El Shaarawy meglio di Ibra (ma meno decisivo), più apprezzabile e più genuino rispetto allo svedese. Senza il “suicidio” di mercato di qualche mese non sarebbe stato possibile, qualche superstite, formidabile e cristallino, è rimasto e si è preso sulle spalle il Milan del futuro.

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