Allegri-Milan: un addio ormai segnato e lungo una stagione. Era necessario?

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Bojan-BoatengNon ha mai portato trofei. Successe con Ancelotti prima e con Leonardo poi. Esonero studiato a tavolino, definito separazione consensuale e dunque fine di una grande storia d’amore. Tolta la parte sentimentalista che probabilmente non riguarderà Massimiliano Allegri le condizioni per arrivare allo stesso risultato ci sono tutte. Le voci dell’addio ronzano intorno all’ex allenatore del Cagliari già dallo scorso campionato quando si parlava di un Berlusconi imbufalito per la non conquista dello scudetto quasi sul “gong”. Poi la scelta, più o meno condivisibile, di proseguire sulla stessa linea con il toscano al timone di una rosa diversa, senza top palyer e con più giovanili sui quali costruire il futuro.

In questi mesi però le cose sono cambiate radicalmente. Protetto all’infinito da Galliani il tecnico italiano non gode della stessa fiducia presidenziale. “Se confermerò Allegri a fine stagione? No comment”. Il Berlusconi pensiero inizia quindi a farsi strada proprio come era successo con il buon Carletto e con il mai amato Leonardo. I nomi dei successeri si fanno praticamente da settembre: dal sogno Guardiola alla suggestione Van Basten. La cosa certa, salvo una clamorosa qualificazione in Champions grazie al raggiungimento del 3 posto, sembra una e una soltanto: non sarà Max a guidare il Milan versione 2013-14.

Un addio lungo un’intera stagione che potrebbe però creare non pochi problemi. Le parole di rottura del Cavaliere rischiano infatti di minare la fiducia che il gruppo ha comunque sempre dimostrato al proprio tecnico. Lascia qualche dubbio allora la tempistica: perché annunciare qualcosa che avverrà soltanto a maggio dando man forte al continuo vociare sui possibili sostituti? Basta pochissimo, lo abbiamo già visto, per destabilizzare l’ambiente rossonero. Il Milan e un maestro della comunicazione come il suo proprietario avrebbero potuto, anzi dovuto, valutare meglio gli effetti che alla lunga queste parole potrebbero avere. Ormai però il danno è fatto e il soldato Max può salvarsi solo con un mezzo miracolo, o forse nemmeno quello.

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