Gattuso: "Al Milan un sogno durato 13 anni, vorrei tornare "da grande". I giovani? Giusto investirci, ma solo con loro non si vince"

Gattuso: “Al Milan un sogno durato 13 anni, vorrei tornare “da grande”. I giovani? Giusto investirci, ma solo con loro non si vince”


TO IMAGEFORUM---Sion's Gennaro Gattuso gIn diretta dalla sua Schiavonea, abbronzato, rilassato, con la grinta di sempre ma con la voce rotta dall’emozione. Rino Gattuso, ospite a Undici su Italia2, con il Sion oggi è quarto in classifica e sogna lo scudetto e il ritorno, nel prossimo anno, in Champions: “La mia è stata una scelta dovuta anche alla mia condizione fisica, ai farmaci che ancora devo assumere, ho rinunciato a tanti soldi per essere qui”. Sul trascorso in rossonero: “Quello che ho fatto è stato tutto un sogno, per 13 anni ho giocato da capo ultras con la maglia per cui ho tifato e che ho amato. Il mio rammarico è stato non essermi goduto a pieno le vittorie. Il Milan mi manca, è casa mia, per 13 anni ho fatto un altro sport. Da grande il sogno è tornarci per fare qualcosa“.

Sul cambio di idea su Allegri: “Ad inizio stagione avevo paura da tifoso, poi sentendo i suoi discorsi, il suo modo di fare, il gioco, mi ha fatto cambiare idea. Anche il modo in cui si è posto con giocatori, stampa e tv. Io non ho mai litigato con lui, però mi vedeva come uomo-spogliatoio e io volevo giocare. Su De Sciglio El92: “Ad El Shaarawy rompevo le scatole proprio perché intravedevo la stoffa, devo fare i complimenti al papà perché è uno che lo “tiene al guinzaglio”. Lui con quei capelli pensa di essere bello, ma l’importante è che segni. Invece De Sciglio gioca con la stessa semplicità in cui giocava alla Primavera, è solido e molto serio, sembra abbia 40 anni“.

Sull’esperienza che manca al Milan: “Giusto investire sui giovani, ma solo con loro non si vince. Sicuramente con Ibra e Thiago sarebbero stati competitivi. Se ci fossimo stati noi vecchi (Nesta, Seedorf, Inzaghi, ndr) e fossimo andati male sarebbe stata colpa nostra“. Sul campionato: “La Juve è  favorita e resta la più forte, poi la rivelazione Lazio, il Napoli non è una rivelazione è ormai una grande squadra da tempo”. Sugli obiettivi stagionali dei rossoneri: “L’obiettivo è quello di arrivare in Europa, in questo momento dalla Champions 9 punti sono tanti, la squadra però non è scarsa. Qualcosa di nuovo si vede, merito di Allegri. Donadoni per il futuro? Io ho lavorato con lui, in Nazionale è stato sfortunato, il suo valore non si discute”. “Pirlo? Al Milan sanno di aver sbagliato a lasciarlo partire. Balotelli? Se il Milan lo può prendere il Milan ci prova, sanno che è un grande giocatore, a Milanello migliora sicuramente“.

Il momento dei ricordi. L’avversario più difficile? “Quando dovevo giocare contro Zidane non dormivo, giocatore incredibile”. Sulla finale di Manchester: “Se avessi dovuto tirare sarei potuto morire su quel dischetto“. Sul rapporto con Leonardo: “Grande giocatore, grande compagno di squadra, grande cavolata da parte mia insultarlo, non aveva colpe per non farmi giocare, zoppicavo. Un giorno mi diede un dvd e mi disse di guardare come giocavo prima e come giocavo in quel momento. Aveva ragione lui”. Parole al miele soprattutto per Ancelotti:Amico, compagno, maestro, amante, ogni volta che avevo problemi lui era pronto ad ascoltarmi. Anche oggi lo sento. Con Carletto si scendeva davvero in campo per lui.”. Sullo scontro con Joe Jordan in Champions invece: “Anche contro il Totthenam cavolata pazzesca. Poverino, non c’entrava nulla, al 20esimo del secondo tempo subisco una scivolata e mi si apre l’osso del ginocchio che avevo rotto, volevo farmi giustizia da solo e ho pagato le conseguenze”. Sulla malattia che lo ha colpito lo scorso campionato: “Ho avuto paura perché si parlava di tumore, ma non di morire ma di non veder crescere i miei figli”.

Spazio anche a Berlusconi che apre le porte ad un ritorno di Ringhio: “Siamo aperti con i giocatori che hanno fatto la storia del Milan, se volesse tornare lo accoglieremmo a braccia aperte“. La replica di Gattuso: “Ho grande stima per il Presidente, indimenticambili i suoi discorsi prima della finale. Anche con Galliani grandissimo rapporto, a maggio ero dispiaciuto soprattutto di aver lasciato lui: con me ha usato il metodo bastone e carota”.

Chisura con l’11 ideale per Rino: Abbiati, Costacurta, Thiago Silva, Nesta, Maldini, Cafu, Pirlo, Seedorf, Ibrahimovic, Kakà, Inzaghi.

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