Linea verde Milan, si fa sul serio?

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M. Marceddu – Eurosport

“Dopo ventisei anni di paradiso, di pranzo a caviale e champagne, abbiamo deciso di darci una pausa di tre anni per costruire una squadra giovane per andare avanti per dieci anni, rafforzandola ogni anno con un campione come è accaduto in passato”. Parole di Silvio Berlusconi, presidente che ha evidentemente deciso di mettere la propria faccia nel nuovo progetto.

Si era detto “Linea verde”, ed effettivamente una volta tanto pare che di linea verde si dovrà trattare. La ricostruzione attraverso i giovani è un obiettivo che il Diavolo raccontava di inseguire da anni, ma sia nel ciclo Ancelottiano che nei successivi anni sotto l’egida di Allegri è rimasta semplicemente una legge in attesa di approvazione, un buon proposito utilizzato evocato di tanto in tanto per apparire belli ma mai adottato con fermezza.

Adesso, forse, ci siamo. Chissà che una realtà come quella dell’Arsenal, del Barcellona o del Borussia Dortmund non possa fiorire anche a Milano. Chissà che El Shaarawy e De Sciglio non siano davvero i primi esempi di giocatori chiamati a maturare e poi sbocciare a Milanello per poi portare il Milan ai livelli che gli competono. Il Diavolo trova sempre un modo per rinascere, e non è un segreto che annate un po’ di transizione siano sempre state il preludio del ritorno alla ribalta (ricordate il Milan che stentava in Coppa Uefa prima del grande ciclo 2003-2007?).

Più che Osvaldo prenderei Destro”. E’ proprio in queste altre parole del primo tifoso rossonero che possiamo notare il taglio col passato. Dal Milan dei campioni già affermati, a quello che ne forgia di nuovi. Forse è davvero il momento migliore per mettere in atto questa svolta; astenersi tifosi impazienti.

Twitter: @MersMayer

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