Capello: “Sono legato ai rossoneri, ma la squadra di Vilanova…”

capelloE’ un Fabio Capello a tutto tondo a rilasciare una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Il commissario tecnico della nazionale russa, ha parlato dell’Italia, del Milan e del campionato italiano. E’ un Capello nostalgico a parlare, sarà per la voglia di rivedere il Milan e il calcio nostrano in cima al mondo. Il primo pensiero va alla sfida di Champions League contro il Barcellona: “Sono legato ai rossoneri ma, in questo momento, c’è una grande differenza. Il Barcellona è unico, inimitabile. Quando hanno chiesto a Guardiola se riuscirà a trasformare la sua nuova squadra in un altro Barça ha detto: ‘Ci posso provare a patto di comprare 8 del Barça’. E se lo dice lui…”. Come dare torto a Don Fabio? La sfida della prossima settimana sarà dura, il Milan galvanizzato dalle recenti vittorie può far bene. Ma il Barcellona è sempre il Barcellona.

Un pizzico di nostalgia del passato nel ricordare chi nel Milan ha fatto e avrebbe fatto ancora bene: “Ogni volta che vedo giocare Pirlo mi entusiasmo. E’ un campione senza età. Il Milan ha fatto veramente un regalo fantastico ai bianconeri”. L’ex giocatore del Milan sarebbe stato senz’altro una pedina fondamentale per il centrocampo di Massimiliano Allegri: i suoi lanci perfetti, i passaggi filtranti e le punizioni da manuale sarebbero stati d’insegnamento alle nuove leve che avanzano. Ovviamente in ottica di miglioramento futuro del settore giovanile rossonero, punto importante della nuova gestione societaria.

Proprio su questo punto Capello elogia i senatori che si prodigano e si sono prodigati per le loro società, complimentandosi  dell’immenso sforzo per riuscire a rimanere al top e rimanere un esempio da seguire; come fare a non menzionare anche due bandiere rossonere: “Non mi sorprende il rendimento di Francesco (Totti, ndr). È capitato anche a Del Piero, Maldini e Costacurta. Il campione che vuole restare ad alti livelli accetta di sacrificare qualcosa del privato per essere ancora più forte in campo.”. Il rendimento di Francesco Totti non è servito a salvare Zdenek Zeman dall’esonero però, così come capitò a Capello  più di quindici anni fa: “A inizio stagione tutto sembra giusto, tutti sembrano bravi, i tifosi contenti poi guardi la classifica, ti spaventi e l’allenatore paga. È successo a me con il Milan. Anche se lì il divorzio arrivò a fine campionato”.

Un ultimo sguardo rivolto ancora verso le nuove leve e parlando da ipotetico avversario dell’Italia ai Mondiali in Brasile nel 2016:  El Shaarawy, Balotelli, Destro, De Sciglio, Verratti, Insigne: ragazzi che sono già andati ‘a scuola’, militano in grandi club e che fanno la Champions. Se Prandelli riuscirà a mixare questa gioventù con l’esperienza dei Buffon, Pirlo, De Rossi e Chiellini, la miscela può far saltare il banco già ai mondiali in Brasile”. Giovani pedine che possono fare la differenza sia in nazionale che nel Milan. Che le parole di Capello siano di buon auspicio sia per il Milan che per la nazionale azzurra nel 2016. Capello profetico?

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