Tante gare nelle gambe e un piccolo problema al ginocchio frenano la corsa del Faraone

El Shaarawy 3 (spaziomilan)Strascichi poco benevoli deve affrontare il Milan dopo la trasferta di Cagliari. Oltre al pareggio acquisito in extremis che non ha permesso ai rossoneri di portarsi a -1 dalla Lazio e mantenersi agganciato ai cugini nerazzurri, Massimiliano Allegri deve fare i conti con la prova opaca di Stephan El Shaarawy, sostituito al minuto 61 con Boateng.

La Gazzetta dello Sport in edicola oggi svela un importante retroscena sulla decisione del tecnico toscano, una rarità in questa stagione, visto che il faraone è il giocatore più utilizzato della rosa con circa 2500 minuti passati sul rettangolo di gioco. Secondo la rosea, appunto, il bomber rossonero sarebbe stato sostituito principalmente per il riacutizzarsi dell’infiammazione al ginocchio che lo tormentò la scorsa stagione. Fatto assolutamente non preoccupante, ma che può essere facilmente giustificato con l’enorme utilizzo del ragazzo nativo di Savona in questa stagione, tra Campionato, Champions e Coppa Italia. Anche per questo motivo, sommato alle avverse condizioni meteo che attanagliano l’Appennino italico, infatti, Stephan salterà l’appuntamento con il Torneo di Viareggio, dove oggi avrebbe dovuto pronunciare il giuramento: meglio stare a riposo e curare il ginocchio che fa le bizze. Smentite, dunque, le voci che vorrebbero un El Shaarawy messo in ombra dall’arrivo prorompente di Mario Balotelli: la prova opaca della squadra e il problema fisico al ginocchio hanno determinato una delle prestazioni meno brillanti dell’italo-egiziano, che ora potrebbe riposare nella gara interna contro il Parma di venerdì per essere nuovamente al top della condizione nella super sfida di Champions contro il Barcellona.

De resto Allegri lo aveva detto in tempi non sospetti: “Stephan è al suo primo anno importante, sicuramente ci saranno cali fisiologici“. Adesso urge rimetterlo in sesto, perchè il calendario reciterà in nove giorni Parma – Barcellona – Inter, un trittico del quale ne va una buona fetta della stagione e il Faraone deve splendere come mirabilmente ha saputo fare sinora.

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