Il secondo posto passa anche dai gol (perduti) di Boateng

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MIGUEL VELOSO - KEVIN PRINCE BOATENGQuando hai sulle spalle il numero 10, in qualsiasi squadra tu giochi, devi essere l’uomo che rappresenta maggiormente la squadra. Il giocatore che nel momento di difficoltà con un guizzo, con una giocata, con un assist risolve la partita e regala la vittoria alla tua squadra. Quando porti sulle spalle la casacca numero 10 del Milan, semplicemente, devi fare la differenza. E a Kevin Prince Boateng, in questa stagione, sta mancando proprio questo: segnare, fare la differenza, regalare tre punti alla squadra quando nessuno se lo aspetta.

Le libertà di cui ha potuto godere il centrocampista ghanese nelle ultime due stagioni sono impareggiabili: si è scelto il numero, si è scelto il ruolo e si è fatto ritoccare (giustamente, ndr) l’ingaggio dopo la prima strepitosa stagione. E si è anche visto sbattare in faccia (altrettanto giustamente, ndr) un secco “no” quando a gennaio andò in sede a chiedere il ritocchino. Nella prima stagione in rossonero, Boateng realizzò solamente tre gol in campionato ma tutti nei momenti decisivi della stagione. L’anno passato le marcature furono cinque, di cui una tripletta nella fantastica rimonta di Lecce. Quest’anno invece i gol segnati in campionati sono due in 22 presenze, emblematici della difficile stagione che il trequartista rossonera sta attraversando.

Dopo le convincenti prove con Barcellona all’andata dei quarti di Champions League e con la Lazio in campionato con gol a carico, Boateng si è rifermato. Quale occasione migliore del Palermo a San Siro per sbloccarsi: un’occasione da cogliere al volo.

Twitter: @SBasil_10