SM ESCLUSIVO/ Professor Confalonieri: “De Jong, il peggio è passato. El Shaarawy? Il ginocchio va curato prima che…”

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ConfalonieriSpecialista di fama mondiale di chirurgia robotica, con alle spalle più di 9000 interventi, e Primario dell’ospedale CTO di Ortopedia e Traumatologia di Milano, Norberto Confalonieri, Dottore e Professore, è intervenuto in esclusiva a SpazioMilan.it per spiegare nello specifico gli infortuni che interessano da vicino due giocatori rossoneri: El Shaarawy e De Jong.

Lo scorso 9 dicembre Nigel De Jong si è procurato la rottura sottocutanea del tendine d’Achille sinistro, come si può spiegare un incidente di questo tipo?

“Innanzitutto precisiamo che l’incidente è stato causato da un tendine già degenerato, De Jong soffriva di una tendinite cronica (tendinopatia). Mi auguro che nessuno gli abbia somministrato delle infiltrazioni di cortisone, come per esempio accaduto a Ronaldo, perché indeboliscono il tendine. Dopo l’intervento chirurgico il giocatore sta lavorando sulla cicatrice che si è formata, facendo allunghi, stretching e massaggi per riprendere la giusta muscolatura. E’ importante precisare che il muscolo in questo caso non è stato toccato, ma solo dimagrito a causa del gesso che è stato applicato dopo l’operazione”.

A quasi tre mesi dall’operazione (a Benalmandena, vicino a Malaga), a che punto è De Jong con la fase di recupero?

“Ci vorranno dai 4 a 6 mesi per rientrare in condizione e poi potrà tornare ad allenarsi. Per giocare ci vorrà ancora più tempo e dipende dalle risposte che De Jong avvertirà giorno dopo giorno. Ma non c’è dubbio che la stagione è definitivamente saltata. La fase più brutta comunque è passata, nei prossimi mesi dovrà continuare con la riabilitazione”.

El Shaarawy invece soffre di un fastidio al ginocchio dovuto alla postura: c’è da preoccuparsi?

“E’ un guaio che subiscono soprattutto i saltatori e che colpisce il tendine rotuleo, è legato ad un microtrauma e può comportare l’utilizzo di un plantare. La situazione va gestita perché non deve diventare cronica, è necessario capire il motivo per cui il tendine si infiamma. Ma non è niente di definitivo, è un infortunio che col tempo, se curato, può passare”.